BLACK IS KING oltre musica e fashion: ecco perchè abbiamo bisogno di Beyoncé

Forse abbiamo trovato una gioia in questo 2020: tra pandemia, proteste per i diritti fondamentali,  razzismo e crisi economica, non è difficile sentire una forte voglia di evasione. Bene, in questo scenario mi sento di poter dire che “Black is King”, il nuovo film curato da Beyoncé , abbia colmato questa esigenza collettiva, offrendo non solo intrattenimento d’alto livello ma anche numerosi e validi spunti di riflessione.

If you feel insignificant, you better think again
Better wake up because you’re part of something way bigger
You’re part of something way bigger
_Beyoncé “Bigger”

Credo sia indescrivibile il senso di conforto che io, come tanti altri afro-discendenti, abbiamo provato nel guardare “Black is King”, il nuovo progetto cinematografico curato da Beyoncé per Disney +. Black is King traduce in visual album le canzoni di “The Gift”, la colonna sonora che ha accompagnato la riedizione del Re Leone come live action nel 2019.

Un progetto notevole che, sulla falsa riga de Il Re Leone, sviluppa una narrazione profonda ed indipendente con un messaggio universale, che punta a celebrare l’Africa e la diaspora africana in virtù della loro eredità storica e culturale. L’obiettivo dichiarato di Black is King è riabilitare il concetto di “blackness“, che ancora oggi si vede spogliato di ogni accezione positiva: Beyoncé ha scelto di mostrare al mondo la bellezza, la creatività e la resilienza delle persone nere, invitando le stesse a riscoprire un senso collettivo di unità ed orgoglio.

Unità di cui abbiamo avuto un primo assaggio questa primavera, con la rinascita di movimenti anti-razzisti come il Black Lives Matter, che contrariamente a quanto alcuni pensano non è un movimento che promuove una sorta di razzismo inverso, ma rivendica la dignità e i diritti fondamentali delle persone di colore, che fin troppo spesso vivono sulla propria pelle un trattamento di serie B che prescinde dal valore dei meriti (o demeriti) del singolo individuo.
In questo senso il tempismo di Black is King non poteva essere più azzeccato, perché oltre ad offrire un necessario momento di evasione (dear 2020, this is your fault ), mette in gioco un importante reset culturale, dove le vittime quotidiane del razzismo sistemico possono riprendere il controllo della propria immagine, diventando le star di un film che punta a celebrarle.

Una celebrazione che affascina grazie ad un’impeccabile sinergia tra musica, danza, moda e cinema.

BLACK IS KING _ DISNEY +

Mi sembra giusto sottolineare che il più grande pregio di Black is King sia quello di essere un progetto corale, dove Beyoncé ha sfruttato la sua influenza per amplificare le voci di professionisti e artisti internazionali, sia provenienti dalla diaspora africana che dall’Africa stessa.
Infatti nella colonna sonora debuttano a livello internazionale alcuni famosi musicisti nigeriani e ghanesi come Tiwa Savage, Burna Boy, Wizkid, Yemi Alade e Shatta Wale, mentre grandi attori Sudafricani come Mary Twala, Nyaniso Dzedze e Warren Masemola accompagnano il pubblico nella narrazione. A condurre l’ipnotico lavoro di regia insieme a Beyoncé sono invece Emmanuel Adjei (ghanese-olandese) e Blitz Bazawule (ghanese-americano).

Questa personale lettera d’amore che Beyoncé dedica all’Africa, rappresenta per quanto possibile nel suo multiculturalismo (nb: ricordiamoci sempre che l’Africa è un continente e come tale ospita una pluralità di nazioni e culture), non sarebbe stata la stessa senza il grande lavoro dedicato al lato moda.
Infatti, se musica, coreografie e scenografie mozzafiato sono la struttura portante di Black is King, il fashion è l’ingrediente segreto che unisce ed eleva l’intero film: rendere degno di un editoriale moda ogni singolo fotogramma di film di 1h 25 min è un’impresa titanica…ma a quanto pare non c’è nulla che la stylist Zerina Akers non possa fare (e aggiungo, in maniera eccelsa).

L’utilizzo della moda in Black is King è il nodo cruciale che mi ha spinto a scrivere questa fashion review, perché se a prima vista ci si sente sopraffatti dalla ricchezza e dalla quantità degli abiti di scena, basta una seconda occhiata per capire che nulla è stato lasciato al caso: ogni abito, ogni acconciatura ed accessorio è funzionale alla narrazione, alla musica e al messaggio finale.

Cercare e comprendere i simbolismi nascosti nei diversi look proposti è diventato prima un gioco e poi una missione a cui non ho saputo sottrarmi. Dopo multiple visioni del film, ricerche in rete e sui social (sto bene, giuro), mi sono trovata sommersa da una valanga di simbolismi e messaggi nascosti (una selezione ampia abbastanza da meritare un libro a sé!), che mi hanno stupito e arricchito allo stesso tempo.

Che fare quindi di tutti quegli appunti…se non condividerli con voi?
Se la curiosità vi sta divorando , che abbiate già visto il film o meno, allora siete nel posto giusto!

Ecco i fashion moments (secondo me) più interessanti in Black is King

FIND YOUR WAY BACK

(Beyoncé)
Ispirata ad una delle scene iniziali de Il Re Leone, quella in cui Mufasa e Simba contemplano insieme il cielo stellato, questa canzone è un invito a ritrovare la strada verso la propria “casa”, sottolineando l’importanza di mantenere un legame con la propria storia, i propri antenati. L’immagine del cielo stellato come “guida” per Simba viene mantenuta come concept per lo styling: inquesta sequenza infatti vediamo Beyoncé e le sue ballerine reggere delle lampade mentre indossano abiti tempestati di cristalli e lustrini, con gioielli e accessori abbinati. Tra i look che non dimenticherò facilmente c’è il bellissimo poncho arcobaleno di Area e l’ensamble abbagliante di Lace by Tanaya.

Brand coinvolti: D.bleu.dazzled , Area, A-Morir Studio (occhiali e orecchini), Gladdys Tamez Millinery, Laurel DeWitt, Lace by Tanaya, Alessandra Rich.

BLACK IS KING _ DISNEY +

Curiosità. All’inizio della sequenza musicale si vedono degli uomini che indossano delle particolari maschere tribali: quella che indossano si chiama maschera Kanaga ed è legata ai membri della Società Awa, che sono parte del gruppo etnico Dogon nel Mali. Questa maschera viene tradizionalmente utilizzata in celebrazioni legate al culto dei morti, dove le anime dei defunti vengono accompagnate nell’aldilà affinché restino benevole nei confronti dei propri discendenti.

NILE

(Beyoncé ft Kendrick Lamar)
In questa sequenza solenne cantata da Beyoncé assieme al rapper Kendrick Lamar (premio Pulizer nel 2018), seguiamo lo sconforto del piccolo Simba alla morte del padre. Nella canzone, che racconta i sentimenti contrastanti del lutto, la parola Nile (ovvero il fiume Nilo) viene pronunciata in assonanza a “denial” (negazione), fase del lutto in cui non si riesce ad accettare la morte del proprio caro. Nel film Beyoncé appare alternativamente come defunta, sorretta dai portantini, che come vedova davanti al corteo: questo gioco di ruoli vuole simboleggiare la parte di sé che sentiamo morire assieme alla persona che ci ha lasciato (nb: qualcuno ci legge anche una rappresentazione del ciclo della vita).
L’abito indossato da Beyoncé, un gioco di pizzi ed intrecci, è frutto di una collaborazione tra i brand Déviant La Vie e Alani Taylor. (Gli occhiali sono sempre firmati A-Morir Studio).

BLACK IS KING _ DISNEY +

Curiosità. Trattandosi di un funerale, ciò che salta subito all’occhio è la scelta del bianco come colore del lutto: si tratta di un tributo alle comunità per afroamericane del sud e ad alcuni Stati africani dove per l’appunto è il bianco e non il nero a caratterizzare il lutto.

MOOD 4 EVA

(Beyoncé ft Jay Z & Childish Gambino)
Forse la sequenza più opulenta di tutto il film: come si intuisce dal titolo della canzone che accompagna questo segmento, ricchezza, ostentazione e divertimento la fanno da padrone. Questa parte del film ci racconta il momento Hakuna Matata di Simba, che sceglie di fuggire dal suo dolore e dalle sue responsabilità, finendo poi col perdere sé stesso una volta cresciuto(come si intuisce dal segmento successivo con la canzone JA ARA RE).
Esagerato, sopra le righe e forse assurdo: Mood 4 Eva è tutto questo perché…è un sogno! Il sogno del piccolo Simba che immagina come sarebbe il suo mondo ideale, libero da ombre e paure, dove lusso e ricchezza diventano un surrogato di felicità.
In questo segmento ho apprezzato il lavoro sulle fantasie animalier, presentate in tutto il loro glamour: star del video sono sicuramente i due ensamble da diva firmati Valentino couture e Kujta&Meri.

Beyoncè in custom Valentino couture_ BLACK IS KING _ DISNEY +
Beyoncè in custom Kujta&Meri_ BLACK IS KING _ DISNEY +

Altri brand coinvolti : custom Solace London, Simon Hartman , Balmain, Versace, custom Alon Livne, Alejandro e Jo Miller, Duckie Confetti.

Curiosità. Nella parte finale di questo segmento vediamo una scacchiera vivente che simboleggia il gioco di potere tra bene e male, un dialogo continuo che prende vita in base alle scelte che facciamo. In questo caso rappresenta il dilemma morale di Simba.

ALREADY

(Beyoncé ft Shatta Wale e Major Lazer)
Il segmento di Already è stato pubblicato ufficialmente anche su Youtube e Instagram, e forse molti di voi lo hanno visto indipendentemente da Black is King: questa canzone e il visual allegato rappresentano il risveglio della coscienza di Simba (rappresentata dal blue man che vediamo sin dall’inizio del film), che guardando finalmente dentro di sé, ritrova la sua identità, la sua essenza.
Il video estende la metafora , diventando un inno di orgoglio e unità black, che dall’Africa si estende quindi alla sua diaspora: infatti alla fine del video vediamo sventolare in mare di bandiere nazionali africane, una grande bandiera americana colorata di rosso, verde e nero, ovvero la bandiera “Afroamericana o Pan Africana”.
Fashion wise, ho apprezzato alla follia il lavoro sugli hairstyle di Beyoncé, dai i Bantu knots e trecce Fulani indossate con l’ensamble bianco e nero di Loza Maléombho, al gele nigeriano impreziosito da Sarah Sokol Millinery e abbinato al look turchese di 5:31 Jérôme.

Altri brand coinvolti : Marine Serre, Burberry by Riccardo Tisci.

BLACK IS KING _ DISNEY +

Curiosità. Non potevo non spendere due parole sul look muccato firmato da RiccardoTisci e Burberry: la fantasia dei tessuti è utilizzata come omaggio ad alcune culture africane per le quali il bovino è simbolo di ricchezza e prosperità. Il copricapo di treccine invece riporta un disco tra due corna, ovvero il simbolo della dea egizia Hathor, venerata nell’antico Egitto come simbolo di amore, gioia, bellezza e maternità.

BROWN SKIN GIRL

(Beyoncé ft Wizkid, Saint Jhn e Blue Ivy Carter)
Una delle canzoni più emozionanti di Black is King (oltre a quel fiume di lacrime che è Otherside) è sicuramente Brown Skin Girl, un inno gioioso che invita donne e bambine dalla pelle scura ad amare la propria carnagione, perché simbolo di bellezza e orgoglio.

BLACK IS KING _ DISNEY +

La parole di questa canzone ci spingono a riflettere sia sui canoni di bellezza tipicamente eurocentrici, che per secoli hanno relegato le donne dalla pelle scura ai margini della società, ma anche su forme di razzismo più sottile, come il colorismo (che spesso prende vita anche nella stessa comunità black), secondo il quale la bellezza e il valore stesso di una persona sono direttamente proporzionali alla gradazione chiara della sua carnagione.

Il visual per la canzone ci catapulta ad un elegante ballo delle debuttanti, che ricorda quelli della comunità Afroamericana nei primi anni ’20. Oltre alla qualità e alla varietà degli abiti, ho apprezzato molto anche l’attenzione riservata ai dettagli dei diversi hairstyle proposti: una selezione di stili storici e moderni, che appartengono alla storia della comunità black da secoli, come le micro treccine o i raccolti anni ’60, senza dimenticare omaggi tribali, come la corona intrecciata congolese Mangbetu, simbolo di regalità.
Brand coinvolti : Tongoro , Timothy White, Zimmerman, Alessandra Rich

Curiosità. Nel video troverete alcuni cameo famosi come l’attrice Lupita Nyong’o e la cantante Kelly Rowland, oltre alle top model Naomi Campbell e Adut Akech. Ovviamente non poteva mancare la figlia di Beyoncé, Blue Ivy Carter che in questa sezione fa anche il suo mini debutto musicale.

Mi sembra giusto chiudere questa review con un cenno alle critiche che sono nate online, perché nonostante la bontà dell’intento, alcune persone hanno voluto mettere in dubbio la sua integrità.

Da un lato c’è chi accusa Beyoncé di utilizzare la cultura africana come un’estetica a fine commerciale, dall’altra c’è chi accusa il progetto di non approfondire le sofferenze e difficoltà affrontate da chi abita in Africa, offrendo invece una narrativa funzionale a tutti coloro che invece hanno abbandonato l’Africa per mettere radici in altri Paesi.

Dove mi posiziono rispetto a queste tematiche?
Per quanto rispetti i punti di vista da cui hanno origine, credo siano eccessive.
Black is King non è un documentario socio politico sull’Africa, ma una favola e come tale ricca di metafore, che in questo caso diventano ideali che possono (forse devono) stimolare una discussione più ampia sul cosa significhi essere neri e l’importanza di riconciliarsi con la propria identità, in una società il più delle volte inospitale alla diversità.
Sul delicato tema cultural appropriation,  non so bene come pormi perché spesso le persone ne danno una connotazione troppo estremista. Nel caso specifico di  Black is King, dove il successo del progetto viene spartito anche con persone che fanno effettivamente parte della cultura che si sta rappresentando, non credo ci sia spazio per parlare di appropriazione, bensì di apprezzamento.

BLACK IS KING _ DISNEY +

Tuttavia le mie orecchie e la mia mente restano aperti per valutare e confrontarmi con altre interpretazioni : fatemi sapere cosa pensate di Black is King nei commenti 🙂 

Stella

Editor-in-Chief

Well, I guess that everything starts with me and my love for writing and fashion. Creating this project has not been easy, but I am really proud of my little creature; watching how it is developing is quite entertaining and I believe I am not going to stop any sooner.

 

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