Ecco perché tutti dovremmo guardare “BOMBSHELL – La voce dello scandalo”

“Ogni volta che una donna lotta per sé stessa, lotta per tutte le donne”

Maya Angelou

In questa frase è condensata la mia riflessione intorno a “Bombshell – La voce dello scandalo”, il film diretto da Jay Roach (uscito negli Stati Uniti a dicembre 2019 e disponibile da poco sulla piattaforma Amazon Prime Video) che racconta uno dei più grandi scandali sessuali della televisione americana, ovvero quello che nel 2016 ha portato alla rovina Roger Ailes, magnate di Fox News.

Basato su fatti realmente accaduti, il film ci accompagna in un viaggio singolare all’interno della redazione di Fox News, un ecosistema dove maschilismo, politica faziosa e abusi di potere convivono in una strana e accondiscendete armonia.

Queste le basi su cui Roger Ailes ha fondato il successo ed il potere di Fox News; potere che non ha mai esitato ad utilizzare per guidare alla vittoria molti candidati repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti (da Richard Nixon a Donald Trump); potere che non gli ha impedito di giocare a fare “Dio” con i propri dipendenti, specialmente se donne.

John Lithgow interpreta Roger Ailes in Bombshell-la voce dello scandalo

Un ambiente dove alle donne è chiesto di accettare molestie verbali e sessuali come “dimostrazione di lealtà”, perché solo assecondando “il gioco degli uomini” è possibile eccellere e surclassare le colleghe. Nel film assistiamo alla quotidianità di una redazione dove giornaliste qualificate sono ridotte a vallette, a cui è tacitamente richiesto di non indossare pantaloni per assecondare il male gaze a cui sono costantemente sottoposte. Tutte esperienze capaci di lasciare un segno indelebile in chi le subisce.

In questo scenario conosciamo le tre donne su cui è costruita la narrazione di “Bombshell – La voce dello scandalo”:

Charlize Theron con trucco prostetico per interpretare Megyn Kelly, Nicole Kidman nei panni di Gretchen Carlson, mentre Margot Robbie è Kayla Pospisil _Bombshell

Megyn Kelly, interpreta da Charlize Theron (performance che le è valsa una nomination agli Oscar), è uno dei volti più famosi di Fox News ed “amati” fino al coraggioso faccia a faccia con Trump in diretta televisiva, che le costerà una doccia di insulti non solo dal futuro presidente ma anche da tutti i suoi sostenitori nonché spettatori di Fox News.

Gretchen Carlson, interpretata da Nicole Kidman, è un altro volto noto della Fox News, ma sopratutto colei che per prima denuncerà i soprusi di Roger Ailes, aprendo il vaso di pandora sul tossico ambiente lavorativo nascosto dietro la facciata patinata di Fox News. Gretchen Carlson avvierà la sua lotta, consapevole che la sua esperienza è comune a quella di moltissime altre donne della redazione Fox News, quindi con la speranza che anch’esse si sarebbero fatte avanti per denunciare quanto subito, ma la situazione si rivelerà più complessa del previsto…

Margot Robbie presta il volto a Kayla Pospisil (performance che le è valsa una nomination agli Oscar), un personaggio fittizio che riassume su di sè le tante giovani vittime di Roger Ailes all’interno della redazione di Fox News.

Sono convinta che tutti dovrebbero trovare il tempo da dedicare alla visione di questo film per diversi motivi:

1_Ci permette di aprire il nostro sguardo verso quelle dinamiche di potere uomo-donna che, riflettendo quelle presenti nella nostra società, si ripropongono anche all’interno del mondo del lavoro, costringendo le donne che desiderano ambire a posti di successo, a sottomettersi a logiche malate e degradanti.

2_Richiede a noi donne di fermarci per riflettere rispetto al rapporto che instauriamo tra di noi nei diversi ambienti nei quali ci relazioniamo: spesso ci consideriamo come nemiche, in continua competizione l’una contro l’altra, ritrovandoci ad affrontare una guerra che accettiamo e perpetriamo senza renderci conto che questo non fa altro che indebolirci e isolarci, lasciando così che siano altri a dettare le regole del gioco. A mio avviso, quello che le donne ogni giorno vivono non dovrebbe essere una battaglia ma un cammino che percorrono insieme, una a fianco dell’altra come delle alleate non avversarie; solo ponendosi in questa prospettiva diventa possibile ottenere nuove conquiste per sé stesse e per tutte le altre donne.

3_Ci interroga, infine, sul valore che noi tutti attribuiamo a noi stessi ed in particolare al valore che la donna attribuisce a sé stessa e di conseguenza alle altre donne. Ciascuno di noi, uomo o donna che sia, è necessario che si opponga, con tutte le sue forze, allo sfruttamento del corpo, all’abuso e alle molestie di qualsiasi tipo rendendosi sempre più consapevole del suo e dell’altrui valore. La nostra dignità di esseri umani non può essere calpestata in nessun caso e per nessun scopo e non può divenire oggetto di alcun compromesso.

Se siamo consapevoli di ciò che siamo, di quanto valiamo e di ciò che meritiamo, avremo il coraggio e la volontà di non corrispondere alle logiche reiette a cui ogni giorno siamo costretti e insieme saremo in grado di trasformarle in logiche nuove che sappiano mettere al centro la persona e la sua dignità.

Quindi, riprendendo la frase di Maya Angelou, non solo una donna quando lotta per sé stessa lotta per tutte le donne ma quando ciascuno di noi lotta per la propria dignità, sta lottando per l’intera umanità.

*articolo scritto da Nadia Zatti per SUGAREAL*

Guest author: Nadia Zatti, classe 1990, è un’educatrice e formatrice bresciana, presidente del gruppo locale ActionAid a Brescia. Laureata in “Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani” all’Università degli studi di Padova, ha trasformato la propria tesi di laurea in un libro dal titolo “Ho un cervello sotto il velo! – Il punto di vista delle donne musulmane” pubblicato da Cavinato Editore International nel febbraio 2013. Nadia Zatti è anche co-fondatrice della piattaforma BresciAdomicilio, (nata durante l’emergenza Covid-19) punto d’incontro tra le attività che effettuano consegne nella provincia di Brescia e le persone che non possono uscire per gli acquisti

Stella

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