GOLDEN GLOBE 2020: Un red carpet (in)dimenticabile

Sfacciate trasparenze, stampe eccentriche, scollature vertiginose, una valanga di paillette e…

I Golden Globe 2020 : per essere il primo evento glamour dell’anno, direi che c’è abbastanza carne al fuoco…resta solo da capire se di qualità o meno.
E qui entriamo in gioco noi.

Prima di iniziare il minuzioso e divertente check up del red carpet, vorrei condividere con voi una considerazione generale su questi grandi eventi hollywoodiani.
Negli ultimi anni abbiamo assistito alla trasformazione della Awards’ Season, da semplice vetrina sulla bella Hollywood ad un’occasione per sensibilizzare il pubblico in ascolto su importanti temi sociali, etici e politici.
Il culmine si è raggiunto con i Golden Globe del 2018, quando le attrici hanno scelto di vestire di nero in supporto al nascente movimento femminista #MeToo, una dimostrazione del potere comunicativo della moda.
Quest’anno, alla vigilia del processo al produttore americano Harvey Weinstein e vista la popolarità crescente della tematiche relative all’ambiente e alla sostenibilità, le aspettative per un red carpet di sostanza erano chiaramente altissime…
Ma tranquilli, non vedremo nulla di tutto ciò: i discorsi edificanti dal palco restano, ma il red carpet torna alla formula “vecchia Hollywood”, apparire e (possibilmente) stupire.

Nulla di negativo, ma forse un’occasione persa.

OK, momento serietà finito, prendente i pop corn e mettetevi comodi, perché se ne vedranno delle belle…

Elephant in the room: I look impossibili da ignorare

Jennifer Lopez in Valentino haute couture


Barbie Magia delle feste 2020, ecco come ricorderemo questo imponente abito firmato Valentino.
Vorrei perdonarla, perché una nomination come miglior attrice di supporto (Hustlers) ai Golden Globe e una potenziale agli Oscar, manderebbe in tilt chiunque.
Tuttavia il suo stylist non ha scuse: il trucco pesante, l’acconciatura super complicata e quel gigantesco fiocco sul petto non potevano che essere la ricetta di un disastro annunciato. Eppure quest’abito arriva da una speciale collezione couture tutt’altro che disastrosa. Peccato.

Billy Porter in custom Alex Vinash


And pose! Bisogna dargli credito, perché nessuno riesce a mixare in maniera vincente gli stereotipi di genere come lui. A questo giro la star di “Pose”, sceglie un completo maschile bianco, abbinato a degli stivaletti con tacco sottile e un lunghissimo strascico (removibile!) tempestato di piume. Non il solito smoking insomma, ma avrei preferito un tessuto non lucido per evitare l’effetto “costume di scena”.

Gwyneth Paltrow in Fendi pre-fall 2020

Ecco l’abito della discordia, che ha scioccato il web e diviso gli amanti dell’alta moda.
Un leggerissimo abito in tulle marrone, con maniche a sbuffo e una gonna su più livelli, trasparente per offrire uno sguardo anche alla lingerie in coordinato. Oh ed è look preso pari pari dal lookbook della collezione pre-autunnale 2020 di Fendi.
C’è chi ci vede puro esibizionismo ( “incredibile” a Hollywood) e chi una coraggiosa dimostrazione di potere, da parte di una donna che sì vuole mostrarsi, vuole stupire, ma che porta anche il sorriso orgoglioso e malizioso di chi non si farà scalfire dalle critiche.

Kerry Washington in Altuzarra

Ed ecco l’altro look scandaloso della serata, curato dal ambitissimo stylist Luxury Law.
Kerry ti adoro, ma per me questo look è un grande NO, e non lo dico per la scollatura vertiginosa con tanto di imbracatura gioiello. Quello che mi urta l’anima è l’accostamento dei tessuti, in particolare quella gonna in raso che secondo me abbassa nettamente la qualità e l’idea del look.

Da 0 a 100: il caso Dior

Jennifer Aniston, Dakota Fanning , Awkwafina e Charlize Theron: quattro attrici di livello accomunate da quatto abiti realizzati dalla maison Dior sotto la guida di Maria Grazia Chiuri.
Una frenetica escalation dal classico noioso, alle sperimentazioni più improbabili.
L’abito di Jennifer non è un classico…ma senz’anima. Vi assicuro che entro la fine dell’articolo lo avrete dimenticato e non fatemi parlare dello styling inesistente…
Dakota Fanning è stata relegata ad un fiabesco abito premaman mentre ad Awkwafina hanno dato una triste divisa da suffragetta.
Coup de théâtre la mise verde acido di Charlize Theron, che avrei apprezzato…se non fosse per il drappeggio sul corsetto e quella sfumatura di verde, che a quanto pare si è rivelata una richiesta dell’attrice stessa.

Shiny Star: esplosioni di paillette…fatte bene!

Ana de Armas in Ralph & Russo couture

Classico, romantico, curato: non trovo difetti in questo scintillante abito blu notte. A mani basse il miglior look della serata.

Cynthia Erivo in custom Thom Browne

Il 2019 mi ha insegnato ad apprezzare il genio di Thom Browne e la sua capacità di destrutturare e reinventare il classico abito sartoriale maschile. Questo abito da sera ne è un ottimo esempio.

Fashion, art, couture! : le temerarie

Qui ci sono tre donne che alla parola ‘red carpet’ rispondono con design ricercati e mai banali. Il rischio di sbagliare è alto, ma meritano un riconoscimento per l’impegno.

Joey King in Iris van Herpen

Direi che la metamorfosi da child star ad attrice adulta si è completata con successo. I design sperimentali di Iris Van Herpen, non sono sempre garanzia di successo, ma in questo look ispirato alle onde sonore l’armonia è perfetta. Unico appunto lo riservo alle scarpe: avrei osato di più, magari con un sandalo Amina Muaddi.

Beyoncé in custom Schiaparelli couture

Niente tappeto rosso per la regina, che silenziosamente ha fatto la sua apparizione direttamente nel salone in cui si è tenuta la cerimonia di premiazione. La sua colonna sonora per il Re Leone non ha vinto il Golden Globe, ma questo abito meritava le luci dei riflettori.
L’abito è molto semplice per essere uno Schiaparelli, a farla da padrone ci sono queste maniche scultoree che imitano la forma delle nuvole. Per me è sì.

Cate Blanchett in Mary Katrantzou

Abito impegnativo anche per Cate Blanchett che in genere non sbaglia mai…ma questo pallido abito plissè con tanto reggiseno gioiello, mi ha lasciato un po’ perplessa.
La collezione primavera estate 2020 di Mary Katrantzou, un vero tributo alla cultura greca, è stata applaudita per creatività e confezione…eppure rivedere questo look sulla pelle diafana di Cate non mi ha emozionato allo stesso modo.

Raimbow: il potere dei colori

Zoey Dutch in Fendi couture

Una tuta anni ’70 giallo canarino con spalle squadrate, maniche a sbuffo e una profonda scollatura centrale. Semplice, elegante e d’effetto: ecco cosa serve indossare per farsi ricordare sul red carpet!

Renée Zellweger in Armani Privé

Un abito a colonna in una bellissima e cruciale tonalità pastello, che ne esalta la costruzione. A completare il tutto, un orlo di cristalli che attraversa il corpo ed accentua lo spacco laterale: non so voi, ma per me questo è chiaramente un altro meritato successo per Re Giorgio.

Nicole Kidman in Atelier Versace

Non voglio sminuire questo bellissimo abito Versace, che ho apprezzato sinceramente, ma c’è un solo abito rosso quando si parla di Nicole Kidman: il Balenciaga indossato agli Oscar del 2007.

THANK U, NEXT: i look bocciati

Scarlett Johansson in custom Vera Wang

Un’idea classica e formalmente molto carina…peccato per l’esecuzione.
La bellissima Scarlett sembra annegare in tutto quel tessuto, inoltre quel pezzo di stoffa trasparente al centro del corpetto è un chiaro grido d’aiuto.
Peccato.

Lucy Boynton in Louis Vuitton

A prima vista ho pensato subito ad un brutto abito di Rodarte, ma dopo un’attenta analisi ho capito che era solo un brutto abito di Nicolas Ghesquière per Louis Vuitton. Qualcuno convinca quell’uomo a concentrasi solo sul pret-a-porter e a dimenticare i red carpet di Hollywood.

Taylor Swift in custom Etro

Quando si parla di Etro, la prima cosa a cui si pensa sono le ricche stampe su cui il brand ha costruito la propria storia.
Ecco perché fingerò che questo look non sia mai esistito.

Stella

Editor-in-Chief

Well, I guess that everything starts with me and my love for writing and fashion. Creating this project has not been easy, but I am really proud of my little creature; watching how it is developing is quite entertaining and I believe I am not going to stop any sooner.

 

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