VACCATE COSMETICHE: ClioMakeUp scivola su una saponetta – la spiegazione

Dunque, dopo aver fatto un po’ le pulci all’articolo del Clio Team, veniamo al punto:
cos’è una saponetta?

Con la generica espressione “saponetta” indichiamo in realtà due prodotti molto diversi fra di loro: saponi naturali e syndet. Gran parte degli errori nell’articolo derivano dal fatto che si parli a volte dell’uno e a volte dell’altro prodotto come se fossero la stessa cosa. NON LO SONO!!!

Andiamo con ordine.

Cos’è il sapone naturale?

La maggior parte dei cosmetici vengono preparati semplicemente mescolando fra di loro gli ingredienti. Il sapone naturale invece è il risultato di una reazione chimica vera e propria che si chiama – guarda tu che fantasia! – saponificazione.

Lasciamo da parte come si sia fatto storicamente il sapone.
Oggi il sapone naturale solido viene preparato a partire da acqua, grassi e idrossido di sodio.

L’acqua non ha bisogno di presentazioni.

Per la produzione di sapone possono essere usati numerosissimi grassi diversi: olio di palma, di oliva, di cocco, burro di cacao, strutto… La scelta dei grassi ovviamente influenza le caratteristiche del sapone. Se per la produzione industriale di saponi da bucato vengono usati principalmente scarti alimentari, per la produzione artigianale di saponi cosmetici si tenderà a scegliere con attenzione e cura gli oli migliori per ottenere un prodotto di qualità.

Idrossido di sodio” forse non ti dice nulla, ma magari hai familiarità con il suo nome comune: soda caustica. È una base minerale forte, molto solubile in acqua, che ha letteralmente decine di usi sia in campo industriale che domestico.
La polvere per sturare gli scarichi? Soda caustica.
Il prodotto per sverniciare legno e ferro? Una soluzione di soda caustica.
Cosa dà ai bretzel il loro colore e il loro sapore? Un bagnetto in soda caustica molto diluita.

Per produrre il sapone viene preparata una soluzione molto concentrata di idrossido di sodio in acqua. Questa soluzione che viene miscelata ai grassi agitando energicamente… ed è a questo punto che avviene la magia!
Dal punto di vista chimico, gli oli sono costituiti quasi totalmente da trigliceridi.
I trigliceridi sono grandi molecole organiche date dalla condensazione del glicerolo con acidi a lunga catena di carbonio detti acidi grassi. La soda caustica riesce a rompere il legame fra glicerolo e acidi grassi, che vengono salificati. Sono proprio gli acidi grassi salificati a conferire al sapone le sue proprietà fondamentali: è solo grazie a loro se il sapone lava e fa la schiuma!

Nell’articolo sui detergenti avevamo già parlato brevemente dei saponi naturali, dei loro pregi e dei loro difetti. Approfondisco un attimo il discorso.

Visto che il sapone naturale viene prodotto con soda caustica, il suo pH è sempre molto basico, cioè molto alto: non esistono saponi naturali a pH 5,5! Il pH del sapone natuale normalmente è pari o superiore a 8,5. Questo da un lato è un vantaggio: poiché i saponi naturali contengono poca acqua e hanno pH alto non hanno bisogno di conservanti. Per carità, i conservanti non sono il male del mondo, ma se preferisci evitarli il sapone naturale è una buona scelta. Contemporaneamente, però, il pH alto è anche il limite più grande del sapone naturale: non è adatto come detergente intimo, non va bene per i capelli e può seccare la pelle.

Il sapone è stato accusato di essere pericoloso per la pelle, tanto che alcuni detergenti vantano il fatto di essere senza sapone o vengono chiamati “sapone non sapone”.
Questo è sbagliato: se preparato a regola d’arte e usato nel modo giusto, il sapone non crea problemi alla pelle di viso e corpo.
Innanzitutto c’è da dire che il glicerolo che naturalmente si forma dalla reazione di saponificazione è un potente idratante e quindi riduce il rischio che la pelle si secchi.

Poco fa dicevo che i grassi sono costituiti quasi totalmente da trigliceridi… è quel QUASI a fare la differenza! Gli oli vegetali contengono una piccola percentuale di sostanze che la soda caustica non riesce ad attaccare: vengono definite, nel loro insieme, frazione insaponificabile dell’olio. La frazione insaponificabile è un insieme di idrocarburi, alcoli terpenici, alcoli alifatici, fitosteroli, tocoferoli, carotenoidi. Queste sostanze hanno azione emolliente ed antiossidante: se il sapone è prodotto con oli di qualità ricchi di sostanze insaponificabili sarà molto più delicato sulla pelle.

Per creare un sapone più delicato, il mastro saponaio ha a disposizione vari modi:
Scontare la soda: se si usa meno soda di quella che sarebbe necessaria, l’olio viene saponificato solo in parte e quindi il sapone risulta più delicato.
Surgrassare il sapone: significa semplicemente aggiungere olio al sapone dopo che la reazione di saponificazione è avvenuta ma prima che la pasta di sapone diventi solida. L’olio aggiunto viene emulsionato e ha la funzione di “tenere occupato” il sapone, che quindi sarà meno aggressivo.
Aggiungere idratanti: acqua, soda e grassi sono gli ingredienti base del sapone. Quasi sempre vengono aggiunti anche coloranti e profumi, siano essi naturali o sintetici, per rendere il prodotto più piacevole. Talvolta il mastro saponaio aggiunge al sapone sostanze idratanti: polialcoli (glicerolo, sorbitolo…), zuccheri (glucosio, fruttosio, miele…), proteine (del latte, della seta…).

Queste tre tecniche possono essere combinate fra di loro per realizzare un sapone molto delicato.
Tuttavia più il sapone è delicato più è facile che irrancidisca: ecco che il sapone naturale potrebbe in effetti essere più “fragile” dei detergenti liquidi in commercio, che invece contengono quasi sempre antimicrobici e antiossidanti di sintesi.

E il consumatore? Come fa ad essere sicuro del sapone che sta comprando?

Come sempre, giudicare semplicemente dagli ingredienti non è la scelta migliore.
Nemmeno affidarsi al prezzo conviene: non è detto che un sapone molto costoso sia migliore di uno di prezzo medio.
Per il sapone naturale posso darti questo consiglio: buttati su un piccolo laboratorio artigianale. È più probabile trovare un buon sapone in un mercatino che su Amazon. Decidi d’istinto e lascia che sia la tua pelle a giudicare.
Prova il sapone prima di tutto sulle mani.
Se ti trovi bene, provalo sul corpo e solo alla fine sul viso.
Se ti accorgi che la pelle del viso tira un po’ dopo averla lavata col sapone, applica un tonico idratante acido per aiutare la tua pelle a riprendersi dall’aggressione. Se la pelle tira ancora, prova ad ungerla leggermente con dell’olio prima di lavarti il viso. Se ancora non basta… cambia sapone!

Ho parlato a lungo del sapone naturale.

Sarò molto molto più breve riguardo ai syndet.

Syndet è la contrazione di synthetic detergent, detergente sintetico.
In realtà la stragrande maggioranza delle saponette in commercio sono syndet, non vero sapone.
Hai presente quelle belle saponette profumate che fa Lush? Syndet.
La saponetta con la colomba, quella con un quarto di crema idratante? Syndet.

Come abbiamo visto tecnicamente anche i saponi naturali sono sintetici: si preparano con una reazione chimica! Nel caso del sapone naturale, le materie prime di partenza sono rinnovabili e quasi sempre vegetali, la reazione chimica è molto semplice e non prevede l’uso di solventi né grande dispendio di energia, il prodotto finale è altamente biodegradabile.

Nel caso dei syndet, le materie prime di partenza possono essere derivati del petrolio, i processi di produzione molto dispendiosi dal punto di vista energetico, il prodotto finale non sempre biodegradabile. Spesso molti syndet contengono una parte di sapone e una parte di tensioattivi sintetici.

Dunque, perché i syndet sono molto più diffusi?

Perché hanno una serie di vantaggi indiscutibili sia per l’industria cosmetica che per il consumatore.

– Sono più economici
Le materie prime per la produzione di saponi naturali di qualità sono costose. Inoltre i saponi naturali dopo la produzione hanno bisogno di un periodo di maturazione di più di un mese: questo aumenta notevolmente i costi di produzione.
– Sono facilmente standardizzabili
Le materie prime dei saponi naturali, oltre ad essere più costose, presentano grande variabilità: è difficile che un sapone naturale riesca per due volte perfettamente identico anche se si segue attentamente la stessa ricetta. I syndet invece sono sempre uguali a sé stessi: il consumatore può affezionarsi al prodotto e acquistarlo ogni volta che vuole senza paura di brutte sorprese.
– Sono stabili nel tempo
Le materie prime usate per i syndet sono meno sensibili all’ossidazione di quelle dei saponi naturali. Inoltre ai syndet vengono spesso aggiunti antiossidanti, chelanti e conservanti per renderli più stabili nel tempo.
– Sono versatili
Nei syndet possono essere formulati per esigenze specifiche sia funzionali che estetiche.
Lavare i capelli con un sapone naturale è molto complesso e il risultato è lontano anni luce da quello che si ottiene con uno shampoo tradizionale.
Al contrario, è possibile formulare dei syndet specifici da usare come shampoo solido: questi prodotti non hanno nulla da invidiare a quelli tradizionali.
Dal punto di vista estetico, i syndet possono essere realizzati in una grande quantità di forme, colori, profumi e consistenze. Lavorare solo con materie prime naturali ovviamente da qualche limitazione in più.
– Sono delicati sulla pelle
I syndet, al contrario dei saponi naturali, non devono necessariamente avere pH basico: questo è forse il loro principale punto di forza. La pelle è in grado di ripristinare naturalmente il proprio pH, ma usare un syndet che ha lo stesso pH della pelle la sottopone sicuramente a uno stress minore. Inoltre i syndet di qualità sono formulati con tensioattivi più delicati rispetto ai saponi naturali: se lavata con un detergente delicato la pelle non viene privata totalmente del sottile strato di sebo che la protegge.

Arriviamo al punto: meglio un sapone naturale o un syndet?

Se parliamo di cosmetici fai da te, la scelta ricade obbligatoriamente sul sapone naturale: sono semplici da preparare e gli ingredienti si trovano tranquillamente al supermercato.

Se invece parliamo di prodotti commerciali, non c’è una risposta giusta a questa domanda.
Un syndet specifico per pelli sensibili sarà sicuramente più delicato di un sapone naturale per pelli sensibili. Allo stesso tempo, qualunque sapone naturale sarà più ecologico di qualsiasi syndet. In conclusione, molto dipende dalle esigenze e dalle preferenze personali.

Lo ripeto per l’ennesima volta: metti al bando i pregiudizi e lascia che sia la tua pelle a decidere!

***

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Luca

Cosmetic guru

After years on the books and a bit of luck, I succeeded in turning my passion into a job: in fact I am working for a company which produces natural raw materials for cosmetics. "Beauty will save the world", Dostoevskij wrote; and this is what I aspire to do everyday: making the world a better place, beginning with your skin.

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