MET GALA 2019: Red Carpet tra Faraoni, lampadari e Barbie. Hai detto CAMP? –

**ATTENZIONE: Questo red carpet contiene elementi non-sense e kitsch a basso contenuto di glamour. **

Sovvertite le leggi del red carpet: gloria al trash, sì all’esuberanza che grida eccellenza, all’abito che diventa performance, w la stranezza e la diversità. Buon gusto? Semplicità? Senso della misura? Banditi.

Questo il regno del CAMP, tema della nuova mostra del Costume Institute al Metropolitan Museum di New York(visitabile fino all’8 settembre 2019) ispirata al saggio del 1964 di Susan Sontag “Camp: Notes on Fashion”.

Cosa sia il Camp abbiamo provato a spiegarvelo nel post precedente, ma se ancora brancolate nel buio tranquillizzatevi è normale: definire il Camp a parole è quasi impossibile, perché si tratta di un fenomeno, una corrente artistica e culturale che va vissuta, vista e toccata con mano.

Infatti la mostra punta a raccontare il Camp dalle sue origini meno note, con il Re Sole, per arrivare alla sua affermazione nella storia contemporanea grazie alla comunità LGBTQ , che ne ha fatto la propria bandiera d’indipendenza, soprattutto grazie alle drag queen. Anche il mondo della moda non è rimasto impassibile a questa corrente e quindi eccovi servita una mostra che da sola vale un viaggio a New York: non siete d’accordo??

Ma torniamo al nostro gala di beneficenza, meglio noto come MET Gala.

Tradizione vuole che seppur con una “rigida” selezione all’ingresso (ciao Anna!) e biglietti a decine di migliaia di dollari ( $30,000) i pochi eletti che riescono a prendere parte a questo show (perché di questo si parla) spesso tendono a non mostrare il minimo interesse per il tema della mostra, a cui dovrebbero ispirasi per il proprio look. Questo perché un look elegante e ben misurato ha sempre costituito un lasciapassare di rispetto.
Ecco perché le poche celebrity che anno dopo anno si sono impegnate a fare proprio il tema del MET sono diventate delle vere e proprie leggende viventi del gala: giusto per citarne due (le uniche) Sarah Jessica Parker a Rihanna.

Quest’anno però la ruota è girata, perché i pezzi da 90 hanno disertato il galà e il tema 2019 premia esagerazione e cattivo gusto.
A dirigere il circo c’è come sempre Anna Wintour (ovviamente in Chanel), accompagnata a questo giro da una singolare combriccola di personaggi: il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele, il cantante Harry Styles, la campionessa Serena Williams e poi l’unica e sola Lady Gaga (che vi faccio vedere dopo!).

Anna Wintour in Chanel (uno degli ultimi capi disegnati da Karl Lagerfeld) / Harry Styles & Alessando Michele in Gucci / Serena Williams in Atelier Versace

Per rispetto al trend topic #MetGAGA e al tema del gala, ho pensato bene di vestire di assurdo anche questa recensione No Sugar: 5 canzoni di Lady Gaga per descrivere le altrettante categorie in cui ho suddiviso questo insolito red carpet.

Troppo strano? Lo faccio lo stesso, quindi preparate i pop corn, perché questo red carpet non ce lo dimenticheremo per un bel po’!

APPLAUSE

Avrei preferito partire dal basso e risalire la piramide dei migliori look…ma con un tema del genere avrei ottenuto l’effetto contrario…

Quindi partiamo dall’olimpo del Camp con Billy Porter (star di Pose), Lady Gaga e Zendaya: il primo è arrivato coperto d’oro come un faraone su una portantina sorretta da uomini semi-nudi; la seconda ha pensato bene di cambiarsi non 1, non 2 ma ben 4 volte nell’arco di pochi minuti davanti a una schiera di fotografi impazziti; la terza ha riscoperto le proprie origini Disney inscenando la fiaba di Cenerentola con tanto di abito “trasformato” e scarpetta di cristallo abbandonata sulle scale.

Cosa li accomuna? Lo show, l’abito che diventa performance, il divertimento e l’assurdo.

10 e lode.

Billy Porter in The Blonds

Lady Gaga in Brandon Maxwell

Zendaya in Tommy Hilfiger

(NB. Tommy Hilfiger ci ha azzeccato, l’abito che si illumina grazie alla tecnologia è fichissimo…ma devo preferire l’esperimento di Zac Posen, indossato da Claire Danes al Met Gala 2016. Bello l’effetto, ma soprattutto bello l’abito con e senza iridescenza.)

MERRY THE NIGHT

Che ci crediate o no, quest’anno abbiamo una ricca selezione di invitati modello, nonostante i grandi assenti della serata. E cosa ben più rara, in cima alla classifica ci sono ben 2 total look Moschino disegnati da Jeremy Scott (e vi assicuro di aver fatto la selezione da sobria).

Tutti i look che sto per mostravi incarnano al 100% lo spirito della mostra: esuberanti, strani, divertenti, esagerati, stereotipati, caricaturali; gli ingredienti ci sono tutti e il gusto finale è favoloso.

Janelle Monae in Christian Siriano (merita o non merita un posto alla mostra??) / Lupita Nyong’o in Atelier Versace (a questo punto credo sia evidente che anche il team Versace sia fan di RuPaul’s Drag Race!) / Hailee Steinfeld in Vicktor & Rolf couture (dall’iconica Fashion Meme collection ss2019) / Lizzo in Marc Jacobs (debutto spumeggiante per la cantante americana!)

Kacey Musgraves in Moschino (Come on, Barbie, let’s go party!) / Katy Perry in Moschino (quanto avrei voluto vederla fare coppia con Sia…” I’m gonna swing from the chandelier, from the chandelier!!!!”) / Celine Dion in Oscar de la Renta ( il look è ispirato alla film del 1941 Ziegfeld Girl) / Emily Ratajkovski in Dundas (tributo a Cher nel suo iconico abito firmato Bob Mackie) / Cardi B in Thom Browne ( in caso qualcuno avesse nostalgia dell’imponente strascico sfoggiato Rihanna al Met gala del 2017)

PERFECT ILLUSION

Amate la moda a tal punto…da perderci la testa?
Gli ospiti di questa categoria chiaramente sì: da Ezra Miller che prova a farci girare la testa con un make up strabiliante, a Kim Kardashian che diventa letteralmente la caricatura di sé stessa, fino a Jared Leto che sfila beato in abito monastico con una riproduzione della sua testa a mo’ di pochette.

Ezra Miller in Burberry (il make up è opera dell’artista Mimi Choi ) / Kim Kardashian West in Thierry Mugler (che ci crediate o meno, questo artificioso wet look enfatizzato da un corsetto esageratamente stretto si ispira alla nostra Sophia Loren nel film “Il ragazzo sul delfino” del 1957) / Jared Leto in Gucci (le teste mozzate suonano familiari? E’ perché le abbiamo già viste con la sfilata della collezione autunno 2018 di Gucci).

 

BAD ROMANCE

Odi et amo. Non è un verso di Bad Romance ma rende l’idea di cosa provo guardando questa sezione. Da un lato Gucci che ci offre due abiti grandiosamente kitsch a cui non viene abbinato uno styling adeguato, dall’altra degli anonimi/ visti e rivisti look firmati Gimabattista Valli, Miu Miu e Christian Dior salvati in corner da uno styling volutamente esagerato e caricaturale. Si siamo ancora nella safe zone del Camp… ma mi fanno male gli occhi.

Saoirse Ronan in Gucci  / Florence Welch in Gucci / Lily Collins in Giambattista Valli (Priscilla Presley vibes)/ Cara Delevigne in Christian Dior (chi avrebbe detto che la collezione circus sarebbe stata perfetta per un look ispirato al Gay Pride??) / Priyanka Chopra & Nick Jonas in Christian Dior

**bonus: Kendall & Kylie Jenner in Atelier Versace : Benchè non credo sia l’ispirazione dei due look, il web le ha ribattezzate le sorellastre di Cenerentola 2.0. Direi che con questa lettura possiamo considerarle Camp, no? LOL

EH, EH (NOTHING ELSE I CAN SAY)

Al netto delle sue stranezze il Camp rappresenta pur sempre il desiderio di creare qualcosa di grandioso…ma in questa sezione questo desiderio sembra impercettibile.
Se il gruppo precedente era sul confine dell’accettabilità, qui siamo in terra di nessuno.
Partiamo con 3 abiti abbastanza privi di gusto da poter essere considerati Camp (?) e finiamo con 50 cm di stoffa che non si possono nemmeno considerare un abito dal’alta moda, indossati da una delle modelle più famose al mondo.
Di solito le grandi cene finiscono con un buon amaro…in questo caso, qualcuno vuole un bicchiere di petrolio e menta?

Donatella Versace e Dua Lipa in Atelier Versace / Gigi Hadid in Michael Kors / Karlie Kloss in Gucci x Dapper Dan

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**BONUS: Wrong Party

Ora che conosciamo i volti e look degli eroi della serata, va da sé che i look che sto per mostrarvi non potevano competere nemmeno lontanamente. Mi si stringe il cuore solo a nominarle: raga, vi voglio bene, ma stavolta non è serata.

 

Naomi Campbell e Julianne Moore in Valentino / Rosie Huntington Whiteley Oscar de la Renta

Stella

Editor-in-Chief

Well, I guess that everything starts with me and my love for writing and fashion. Creating this project has not been easy, but I am really proud of my little creature; watching how it is developing is quite entertaining and I believe I am not going to stop any sooner.

Real Fashion, No Sugar

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