BEAUTY: Conservanti? Sì, grazie!

Quando si parla di bellezza, la bufala è all’ordine del giorno.
Soprattutto la bufala pseudo-scientifica.

Alcune convinzioni sbagliate si diffondono perché chi si occupa di salute e cosmetica su riviste e blog la metà delle volte non sa quello che scrive.
Alcune convinzioni sbagliate si diffondono perché chi fa marketing cosmetico volutamente getta fumo negli occhi della gente per spingere le vendite del proprio prodotto. È una cosa che ho già detto diverse volte: non lo fa solo chi vende cosmetici, lo fanno tutti i venditori, anche la pescivendola del mercato rionale.

Io, da tecnico, vivo queste bufale come delle ingiustizie sia nei confronti dei consumatori sia nei confronti dei cosmetici stessi.

La battaglia che forse mi sta più a cuore è quella in favore dei conservanti.

Un certo tipo di propaganda li ha a dir poco demonizzati: chiunque ti dirà che i conservanti fanno molto male e che bisogna evitarli come la peste.

I conservanti, come la parola stessa dice, permettono la conservazione del prodotto nel tempo.
Impediscono che nel cosmetico crescano microorganismi (ovvero batteri, lieviti e muffe) che potrebbero renderlo inutilizzabile o peggio minacciare la salute di chi lo usa.

Che ti piaccia o no, è indispensabile che qualunque cosmetico che contiene acqua contenga anche un sistema conservante.
Dal punto di vista tecnico, “conservanti” sono solo quelli elencati all’allegato quinto della legge 713 del 1986: si tratta in tutto di una sessantina di sostanze (o meglio, famiglie di sostanze) delle quali nella realtà dei fatti ne vengono usate meno di una ventina nei prodotti commerciali.

È un dato di fatto che i conservanti non facciano proprio bene alla pelle: provo a spiegarti brevemente perché.

I microorganismi sono cellule.La pelle è fatta di cellule.I microorganismi e le cellule della pelle sono ovviamente molto diversi, ma sotto sotto sono sempre cellule. Puoi vederla così: i microorganismi sono dei chihuahua, le cellule della pelle sono degli alani. Chihuahua e alani sono evidentemente molto diversi, però sono pur sempre cani: abbaiano, scodinzolano, ti fanno le feste… Una dose di veleno mortale per un chihuahua ovviamente non ucciderà un alano, ma lo farà stare poco bene per un po’. Ecco, i conservanti fanno la stessa cosa con le cellule: uccidono i batteri e “fanno stare poco bene” le cellule della tua pelle.

Ma allora, se davvero fanno male alla pelle, perché ci ostiniamo a usarli?
Semplice: perché l’alternativa sarebbe molto peggio!

Il conservante nel tuo tonico potrebbe eventualmente causarti una leggera irritazione.
Un batterio nel tuo contorno occhi potrebbe farti venire una congiuntivite e farti perdere la vista.

Cosa scegli?

Ho scritto che un cosmetico contenente acqua deve per forza contenere un sistema conservante… ma in commercio si trovano diversi prodotti che vantano in etichetta il claim “senza conservanti”.
Come è possibile?

Devi sapere che esistono diverse sostanze che uccidono i microorganismi o ne inibiscono la crescita senza però essere nell’elenco ufficiale dei conservanti: queste sostanze dal punto di vista legale non sono conservanti. Se il prodotto è conservato con questi “non-conservanti” è possibile scrivere in etichetta “senza conservanti”. Ma quali sono queste sostanze?

Ne esistono davvero tante…

a. ALCOOL ETILICO

Che l’alcool etilico uccida i microorganismi è cosa nota: ad alte concentrazioni (quasi puro) viene usato da sempre come disinfettante sia per superfici e strumenti che sulle ferite aperte. L’alcool ha effetto anche a basse percentuali e quindi può essere usato come conservante nei cosmetici.
L’alcool etilico è un prodotto naturale, ottenuto dalla distillazione di vari fermentati.
Ha la fama immeritata di essere molto irritante: se usato a percentuali alte (70-80%) lo è davvero, ma in quantità medio-basse (15-25%) risulta irritante in rarissimi casi.

b. SOSTANZE CHE RIDUCONO L’ATTIVITÀ DELL’ACQUA

L’ispirazione viene dai metodi tradizionali di conservazione degli alimenti. Se un alimento contiene moltissimo sale (pensa ai capperi o alle sardine sotto sale) o se contiene moltissimo zucchero (pensa a marmellate e canditi) non serve aggiungere un conservante. Il motivo è semplice: il sale o lo zucchero “tengono impegnata l’acqua” (tecnicamente, riducono l’attività dell’acqua) che quindi non è più disponibile per i microorganismi. Provo a spiegartelo così: se hai davanti a te un bicchiere d’acqua pura, puoi berlo tranquillamente. Ma se a questa acqua aggiungi della farina ed ottieni un impasto, non puoi più berla nonostante davanti a te la quantità d’acqua sia esattamente la stessa: adesso è “impegnata” dalla farina, non è più disponibile per te. Lo stesso vale per i microorganismi: se l’acqua non è più libera questi non possono usarla per crescere. Per questo motivo uno scrub a base di zucchero (come quello che vi ho proposto con miele, arancia e cannella!) anche se contiene acqua, non avrà bisogno di conservanti.
Nei cosmetici possono essere utilizzate con la stessa funzione del sale o dello zucchero anche altre sostanze, per esempio, glicerolo o glicole propilenico.
Questo metodo di conservazione funziona egregiamente, ma ha un grande limite: si può usare in pochissimi casi e generalmente ha un grande impatto sulle caratteristiche del prodotto finito.
Si potrebbe fare una crema idratante con il 30% di glicerolo, ma sarebbe molto appiccicosa.
Si potrebbe fare un prodotto solare con il 30% di glicole propilenico, ma sarebbe molto irritante.

c. ESTRATTI NATURALI PURIFICATI

Numerosissimi estratti naturali hanno dimostrato di avere effetto sui microorganismi. Tanto per citarne alcuni: l’olio essenziale di tea tree, di lavanda, di anice, di zenzero, l’olio di neem, l’estratto di semi di pompelmo, l’estratto di caprifoglio, la propoli… potrei continuare a lungo! Alcuni di questi estratti vengono appositamente concentrati e purificati in laboratorio per essere usati come conservanti, pur senza risultare nell’elenco ufficiale.
Devo ammettere di non essere un grande sostenitore di questo tipo di estratti. Innanzi tutto, avendoli usati diverse volte per lavoro, ho constatato che non sono efficaci come il produttore vorrebbe far credere. Va poi considerato il fatto che “naturale” non vuol dire “sicuro”: l’uso delle piante da cui sono ricavati è millenario, ma l’uso di questi estratti super concentrati è relativamente recente e spesso si hanno informazioni abbastanza nebulose sulla loro tossicità per la pelle e sulla loro compatibilità con altri ingredienti. In una produzione casalinga, meglio non rischiare.

d. SOSTANZE SINTETICHE APPOSITAMENTE STUDIATE

Sono quelle effettivamente più usate nei prodotti cosmetici “senza conservanti”: sono sostanze sintetiche, preparate in processi industriali spesso a partire da prodotti petrolchimici, studiate a tavolino per avere effetto conservante. In pratica sono esattamente come i conservanti, nel bene e nel male: non sono naturali, non sono ecologici, non sono assolutamente innocui per la pelle… è solo che non sono inseriti nell’elenco ufficiale dei conservanti.

 

Detto in poche parole, usare uno di questi non-conservanti equivale in tutto e per tutto ad usare un conservante tradizionale.

Quindi, se tanto non cambia nulla, perché le industrie cosmetiche li usano?
Per vendere prodotti senza conservanti a chi pensa che i conservanti facciano male!

Per i tuoi acquisti, mi sento di consigliarti cosmetici che contengano alcool etilico o conservanti “tradizionali” attentamente selezionati: sebbene abbiano effettivamente una tossicità, usati nelle percentuali stabilite dalla legge espongono la pelle ad un rischio minimo e permettono una sicurezza microbiologica quasi assoluta. I conservanti alternativi sono più delicati sulla pelle, ma non danno la stessa sicurezza di quelli tradizionali.

“Le 7 regole della bellezza”, “la guida definitiva all’abbronzatura perfetta”, maschere e scrub fai-da-te:

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Luca

Cosmetic guru

After years on the books and a bit of luck, I succeeded in turning my passion into a job: in fact I am working for a company which produces natural raw materials for cosmetics. "Beauty will save the world", Dostoevskij wrote; and this is what I aspire to do everyday: making the world a better place, beginning with your skin.

 

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