Anche io ho la panza, il disagio che avanza

Premessa: sto scrivendo questo post, insaccata nelle bende Slim_me dell’Estetista Cinica – di cui noi siamo strenui sostenitori, sia dei suoi prodotti TOP che della sua persona – e sto per parlare di autoaccettazione, standard di bellezza irrealistici, inclusività, e blablabla…
Se a questo punto vi sembra una contraddizione potete:

  • A) chiudere la pagina e rimanere della vostra idea;
  • B) continuare a leggere e magari trarre qualcosa di utile dalla lettura.

Ultimamente c’è stato un gran parlare di Body Shaming, ma cosa significa?
Shame (= vergogna) è considerata una delle emozioni umane più distruttive in assoluto; è quella sensazione di avere qualcosa di sbagliato in quanto essere umano, e nello specifico di additare come sbagliate persone con caratteristiche fisiche discostanti dagli stereotipi proposti dal marketing della bellezza.
Vergogna, giudizio, e esclusione da parte degli altri sono processati nella parte del cervello chiamata corteccia cingolata anteriore, che è la stessa area cerebrale che gestisce il dolore fisico. Il nostro cervello quindi non fa differenze tra dolore fisico e dolore “sociale”. La vergogna non solo è dolorosa, ma è anche distruttiva e collegata a fenomeni come la depressione e le dipendenze, portando a decisioni e comportamenti decisamente poco salutari.

  • Chi di noi non ha avuto un amichetto o amichetta cicciottello/a che a scuola veniva deriso e apostrofato con stupidi nomignoli? Anzi, magari eravamo proprio noi a subire quelle prese in giro.
  • Chi di noi non si è mai sentito inadeguato o in imbarazzo al momento di mostrarsi in costume?
  • Chi non ha mai comprato creme, capsule, infusi drenanti e vattelappesca sperando di avvicinarsi all’immagine riportata sulla confezione?

Eppure…

  • Chi di noi non ha mai sorriso sotto i baffi nel vedere qualcuno in spiaggia con più cellulite o maniglie dell’amore di noi? Per non parlare se si tratta di personaggi famosi: godiamo come ricci!
  • Chi di noi non ha mai riso alle barzellette: Chi è Tatiana? Tatiana è l’amica mia, quella talmente grassa che se si mette a giocare con l’hula hoop, la gente fa: guarda come si vede bene Saturno stasera.
  • Chi non ha mai guardato con occhi “diversi” persone con disabilità, con protesi o in carrozzina, pensando magari: “io non uscirei mai di casa così”?

Ok, esame di coscienza finito.

Lo sappiamo, dai: tutti aspiriamo ad essere più in forma, ad avere la pancia piatta, le chiappe sode, ecc… e fino a quando le immagini proposte dalla moda, dalla pubblicità e dal marketing funzionano da stimolo e ci spronano a prenderci cura del nostro corpo, consapevoli che sono modelli alquanto irrealistici, è un conto (vedi la premessa). Ma quando invece ci fanno sentire inadeguati e sbagliati, sorge un problema.

FORTUNATAMENTE si sta facendo strada una tendenza, amplificata dall’uso dei social, a lanciare messaggi Body Positive, sia da parte di influencer/blogger/star sia dalla stessa industria del fashion.

Partiamo da quest’ultima, con un dato oggettivo: le vendite del popolare marchio di lingerie Victoria’s Secret sono calate anche a giugno dell’1%. Paga anche Pink, il marchio destinato alle più giovani, che ha mascherato per anni il trend al ribasso di Victoria’s Secret. Ora anche la crescita di Pink è finita, con le teenager che preferiscono Aerie di American Eagles. Il calo inatteso delle vendite in giugno pesa su L Brands, la società a cui fa capo Victoria’s Secret: i suoi titoli calano dell’11%, portando al 40% le perdite dall’inizio dell’anno. Una sterzata decisa nei gusti delle donne, che vogliono sempre più sentirsi rappresentante realisticamente, senza stressarsi con stereotipi inarrivabili.

E questa tendenza in rottura con il passato si fa concreta: vedi Rihanna con le sue linee Fenty x Puma, Fenty Beauty e Savage x Fenty; oppure l’approccio inclusivo di Christian Siriano, il giovane stilista che ha vestito nomi celebri, ma che vuole anche e soprattutto creare abiti per donne meno prevedibili, meno giovani e meno di taglie considerate standard; ed in questa direzione, aumentando le taglie disponibili per i suoi capi, ha triplicato il fatturato.

Il già citato brand Aerie, campione nelle pubblicità non – ritoccate, si è ulteriormente superato con l’ultima campagna pubblicitaria, nella quale ha incluso modelle in carrozzina, con stampelle, peli superflui, pompe di insulina, vitiligine, colostomie, ed altre malattie e disabilità.

Già Tommy Hilfiger aveva dedicato una collezione alle persone con disabilità fisiche, dimostrando sensibilità riguardo al tema dell’inclusività.

Anche nel nostro bel Paese c’è chi sta facendo del Body Positive il suo motto:
– la già citata Estetista Cinica, ha lanciato l’hashtag #kulolibero, invitando tutte le donne a postare una foto in costume senza vergognarsi delle proprie forme e in primis del proprio sedere. Regole del gioco: vale modificare i colori, vale modificare la luce, non vale ritoccare la propria immagine.

– la strategist Spora aka Veronica Benini ( l’ideatrice dell’evento girlpower “9 MUSE” ) che si definisce motivatrice femminile, e ne ha ben ragione:

Scegli da quale parte vuoi stare e goditela, perché le opinioni altrui non costruiscono niente e non apportano niente: sono retaggi stereotipati, insicurezze, ottusità e chiusura della propria opinione che può divergere da quella altrui. Finché non capiremo che i nostri valori divergeranno sempre da quelli altrui e che è lecito che possano essere diversi non vivremo sereni.

Tornando poi a livello internazionale, ecco altre due portavoce dell’anti Body Shaming:
– niente popò di meno che… Candice Swanepoel: l’angelo di Victoria’s Secret ha risposto alle critiche sulle sue forme post – parto, così:

– molto recente è la bufera scatenatasi dopo che una delle testate giornalistiche italiane più importanti ha definito le amiche di Chiara Ferragni, riunite ad Ibiza per l’addio al nubilato della stessa, “rotonde”. Tra le varie repliche al titolo incriminato, quella di Rachel Zeilic racchiude il messaggio migliore da diffondere:

Un post condiviso da Rachel Zeilic (@rachelzeilic) in data:

Bodies come in all shapes and sizes. I’m thankful that mine is healthy and takes me on so many wonderful adventures!

Ladies, please remember that CONFIDENCE is the sexiest thing.

You are all lovely and loved!

Fin qui sembra che il fenomeno riguardi unicamente la quota rosa della popolazione, ma è davvero così?

Proprio come le donne, anche per gli uomini sono stati fissati degli standard corporei ingiusti e anch’essi affrontano molte insicurezze, con conseguenti possibili disordini alimentari.

Sì, l’intensità e la regolarità con cui le donne si vergognano del proprio corpo è di gran lunga superiore, ma non è che gli uomini siano completamente estranei a queste cose.

Dai commenti sui social media all’essere ridicolizzati nei film e in televisione, anche i maschietti hanno il loro bel da fare per lottare contro tutti gli stereotipi sul loro corpo.

Il Body Shaming è un problema serio che sta segretamente e silenziosamente rovinando la vita di molti là fuori. È giunto il momento di affrontarlo. E allo stesso modo per donne e uomini.

Allora tutta sta pappardella perché? Perché speriamo di darvi una buona dose di autostima, di sicurezza in ciò che siete e per dirvi che siamo tutti, ma proprio tutti, sulla stessa barca!

Quindi: più KULOLIBERO per tutti!

Claudia

Editor

"Diversion. Distraction. Fantasy. [Travel.] Change of fashion, food, love and landscape. We need them as the air we breathe. Without change our brains and bodies rot." Bruce Chatwin - It’s A Nomad Nomad World

No Comments Yet

Leave a Reply

Your email address will not be published.

Real Fashion, No Sugar

FOLLOW US ON