COSMETICA : Naturale = Sicuro?

NATURALE = SICURO? MA ANCHE NO!

Io sono una persona tranquilla e pacifica. Il mio Marco addirittura mi chiama il piccolo Buddha, talmente sono imperturbabile. Le faccende della vita mi scorrono addosso, cerco e trovo il bello anche dove più è difficile… sono come l’orso Baloo, in pratica!

Però…
Però ci sono delle frasi che mi fanno diventare verbalmente aggressivo… cattivo addirittura: mi sale la voglia di spiaccicare il mio interlocutore come un piccolo vermiciattolo, di fargli capire all’istante che ha detto una sonora cavolata e assicurarmi che non gli venga voglia di ripeterla mai più.
Una di queste frasi, forse la mia preferita, è:

Massì, provalo, è un prodotto naturale: non può farti male, al massimo non succede niente!

La mia reazione in questi casi è: “Anche l’uranio è naturale: ne vuoi un po’ da portare a casa?

Al di là della battuta acida, non è assolutamente, minimamente vero che tutto ciò che è naturale è sicuro.
Di solito, per confutare questa tesi, faccio un bell’elenco di piante velenose: la cicuta, la digitale, lo stramonio, il tasso… me la sono sempre cavata.

Si ma quelli non li vendono nei negozi! Tutti i prodotti naturali che trovi in erboristeria però sono sicuri!

A quanto pare, il mio elenchino di veleni non chiude la questione. Meglio affrontare per bene l’argomento, giusto?

Cosa vuol dire naturale?

Ho cercato sul Wikizionario e sulla Treccani, la definizione di naturale è più o meno questa: ciò che deriva dalla natura e cioè dal sistema totale degli esseri viventi, animali e vegetali, e delle cose inanimate in contrapposizione a ciò che è artificiale, che è invece ottenuto con l’ausilio della tecnica.
Se la definizione di naturale è questa, il 90% di quello che si trova in erboristeria è artificiale: così non arriviamo da nessuna parte!
Allora, facciamo così: cosa intendo IO, quando dico PRODOTTO NATURALE?
Con prodotto naturale io intendo un prodotto ottenuto tramite semplici processi di lavorazione a partire da piante, animali o minerali. Nella mia definizione quindi comprendo: succhi, oli, burri, infusi, decotti, macerati, tinture, oli essenziali, estratti secchi, fanghi, argille, acque termali… assunti tal quali o contenuti in sciroppi, compresse o prodotti cosmetici. C’è dentro un po’ tutto, insomma.
Potremmo dire così: se puoi prepararlo nella cucina di casa tua, allora è naturale!

Ok, dimentica l’ultima frase.

I prodotti naturali possono avere attività biologiche

Sì ma… io ai prodotti naturali non ci credo: secondo me non servono a niente!

Non è una questione di fede: alcuni prodotti naturali hanno un effetto sull’organismo. È un dato di fatto. PUNTO.

I primi principi attivi totalmente sintetici furono prodotti nel XIX secolo. Prima di quel momento – e cioè per migliaia di anni! – tutti i medicinali erano composti esclusivamente da estratti vegetali purificati e da minerali… prodotti naturali, insomma! Sicuramente conosci la morfina, ma forse non sai che è contenuta nel lattice del papavero da oppio e viene usata per alleviare il dolore da centinaia – forse migliaia! – di anni.

Ma non è solo storia! I prodotti naturali sono anche il presente e il futuro della farmacologia!
Oltre alla morfina, sono numerosi i farmaci che ancora oggi derivano direttamente dalle piante: la digossina, usata contro l’insufficienza cardiaca, deriva dalla digitale; il tassolo, usato in chemioterapia, deriva dal tasso; “valeriana dispert” è un sedativo senza obbligo di prescrizione medica a base di estratto secco di valeriana.

Grazie allo sviluppo delle conoscenze in campo chimico, si è ampiamente diffuso l’uso di due tipi di molecole: i natural identicals e le molecole semisintetiche.
Con il termine natural identical si indicano molecole sintetiche ottenute in laboratorio, che sono strutturalmente uguali alle molecole naturali e che hanno quindi la stessa attività biologica. Ad esempio, l’acido salicilico, usato in passato come farmaco e oggi come ingrediente attivo nei cosmetici e conservante negli alimenti, era originariamente ottenuto dalla corteccia di salice mentre oggi viene sintetizzato in laboratorio. Le molecole natural identical hanno il vantaggio indiscusso di essere molto, molto più economiche delle molecole estratte dalle piante.
Con il termine molecola semisintetica si intende una molecola naturale modificata chimicamente. Torniamo all’esempio dell’acido salicilico: se si fa reagire l’acido salicilico con anidride acetica si ottiene l’acido acetilsalicilico… ovvero, l’aspirina! L’aspirina ha gli stessi effetti dell’acido salicilico ma ha minori effetti collaterali: ecco perché non si usa più l’acido salicilico come farmaco. Una cosa simile è accaduta con la penicillina: estratta da un fungo e usata per anni come antibiotico, oggi viene usata come base da modificare per sintetizzare altri antibiotici più efficaci e meno pericolosi.

Per lo sviluppo di un nuovo farmaco si procede più o meno in questo modo: si parte dall’uso tradizionale di una pianta in medicina popolare, se ne analizza l’estratto, si individua il componente attivo, si impara a sintetizzarlo in laboratorio, se necessario si modifica il componente attivo per renderlo più efficace o meno pericoloso. Ma tutto, TUTTO parte dalla natura e dalla tradizione.

Tutto ciò che ha un’attività biologica ha anche una tossicità

È la dose che fa il rimedio o il veleno: è uno dei principi cardine della farmacologia. Non l’abbiamo scoperto l’altro ieri, è conoscenza diffusa fin dal ‘500. Qualunque cosa abbia un effetto benefico, se assunta in dosi eccessive, ha un effetto negativo. Se qualcosa non ha controindicazioni, sicuramente non ha nemmeno attività.

Un paio di mesi fa una mia collega ha lasciato una bottiglia aperta sul bancone in laboratorio. Da lontano, non riuscivo a vedere cosa ci fosse dentro ma vedevo benissimo i simboli di pericolo chimico:

“Liquido e vapori infiammabili”, “Può essere letale in caso di penetrazione nelle vie respiratorie”, “Provoca irritazione cutanea”, “Molto tossico per gli organismi acquatici”.
In panico, mi sono precipitato a chiudere la bottiglia per poi scoprire che… era olio essenziale di limone.
Questo episodio mi ha dato fatto riflettere. Anche a casa uso l’olio essenziale di limone: l’aroma limone per dolci, quello contenuto in piccole fialette di vetro. Sulla fialetta non ci sono simboli di pericolo, eppure la sostanza è la stessa. Quello che cambia è solo la dose! Per una casalinga, non c’è pericolo: il prodotto è diluito, la dose è piccola… te lo puoi anche bere l’aroma limone per dolci! Per un tecnico di laboratorio, invece, il pericolo c’è: se versi una bottiglia di olio essenziale da due litri, magari vicino ad una fiamma libera, succede un bel casino.

Sì, va bene, ma io non lavoro in laboratorio! A me che me ne frega?

Vero, hai ragione. Ma sappi che il pericolo è ovunque… anche nel frigo di casa!

Il pompelmo è naturale e fa bene. Fa bene, giusto?
Tanta vitamina C, tanti flavonoidi, tanti sali minerali, poche calorie… qualcuno dice che brucia addirittura i grassi! Magari non è vero, ma io lo mangio lo stesso tutti i giorni: al massimo non succede niente, giusto? Il pompelmo fa bene.
Alla fine degli anni ’80 in uno studio venne usato il succo di pompelmo come placebo. Negli studi clinici i pazienti vengono divisi in due gruppi: a un gruppo si dà il medicinale, all’altro si dà un prodotto senza effetti (il placebo, appunto). Questo serve per vedere se a fare effetto è davvero il farmaco o semplicemente l’idea di curarsi. Anche i medici erano convinti del “tanto il pompelmo non fa niente”.
Ebbene, grazie a questo studio è emerso che alcuni componenti del pompelmo inibiscono il citocromo P450 3A4, una proteina che interviene nel processo di “demolizione” di numerosi farmaci.
Il risultato? I farmaci restano più a lungo nell’organismo perciò i loro effetti collaterali aumentano fino anche a diventare molto gravi. Quindi sappi che un bel giorno potresti ritrovarti in ospedale per aver bevuto troppo succo di pompelmo!
Perché ti ho raccontato questa storiella? Per dimostrarti che anche le cose più innocue possono essere pericolose e per sottolineare ancora una volta che è la dose a fare la differenza: un succo di pompelmo di tanto in tanto non fa nulla, preso tutti i giorni con i farmaci sbagliati può fare grossi danni.

“In pratica devo avere paura di tutto. Meno male che non sono ipocondriaco, starei piangendo nascosto sotto il letto!”

Mannò, non è questione di paura!
Quando si parla di prodotti naturali – anche cosmetici, alimenti ed integratori! – servono un po’ più di attenzione e di consapevolezza da parte di tutti. Se vedi in una pubblicità un prodotto naturale che ti interessa, non comprarlo subito “perché tanto al massimo non funziona”: approfondisci la questione! Chiedi consiglio ad un erborista preparato oppure, se hai particolari patologie, consulta il tuo medico. Non è tempo perso in chiacchiere, è tempo investito in salute.

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Luca

Cosmetic guru

After years on the books and a bit of luck, I succeeded in turning my passion into a job: in fact I am working for a company which produces natural raw materials for cosmetics. "Beauty will save the world", Dostoevskij wrote; and this is what I aspire to do everyday: making the world a better place, beginning with your skin.

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