10+1 cose da sapere quando leggi l’etichetta di un cosmetico

Ho imparato a leggere le etichette dei cosmetici da ragazzino, più di 10 anni fa. Per lavoro mi trovo ogni giorno ad avere a che fare con etichette di prodotti cosmetici. Nella mia testa, l’etichetta dei cosmetici è una cosa assolutamente ovvia per tutti. Una sera a cena un’amica ha tirato fuori dalla borsetta uno stick labbra e mi ha chiesto “Cosa vuol dire questo simbolo?”. Le ho risposto con un “MA DAVVERO NON LO SAI?!?” talmente indignato che alla mia amica è suonato un po’ come “BRUTTA CAPRA IGNORANTE!”. Lei, da vera signora, mi ha sorriso e mi ha detto: “Bhe, mica tutti fanno il tuo lavoro, sai? Io vendo case”.
Quindi no, l’etichetta dei cosmetici non è cosa ovvia per tutti.
Quindi sì, vale la pena spendere due parole per parlare di cosa si può capire leggendo l’etichetta di un cosmetico.
Per farlo, analizziamo l’etichetta di una crema del celeberrimo marchio SUGAREAL COSMETICS.
(#JustKidding! Grazie @Francesca per la grafica!)

1. Nome di fantasia

Nel nostro caso, “SUGAREAL AMBROSIA”.
Il nome di fantasia non deve rispondere a precisi requisiti.
Spesso i cervelloni del marketing fanno di tutto per creare un nome che comunichi al consumatore un’idea molto forte anche se non vera: pensiamo ad esempio alla linea viso “GENIFIQUE” di Lancôme, che con il nome vuole suggerire che il cosmetico interagisca con il DNA delle cellule della pelle o la linea di tinture per capelli “OLIA” di Garnier, il cui nome lascia intendere che la grande quantità di oli nutra i capelli anziché rovinarli.

2. Tipo di cosmetico e claim di efficacia

Nel nostro caso, “Crema viso idratante per pelli sensibili”.
“Crema viso” si riferisce semplicemente al tipo di cosmetico: è un’indicazione utile a capire come il prodotto vada usato, che verrà specificata meglio nelle istruzioni d’uso.
“Idratante” e “per pelli sensibili” sono due claim di efficacia e per questo devono essere provati con degli specifici test di laboratorio: sono quattro parole semplici semplici, ma in realtà nascondono settimane di lavoro.
Ero convinto di aver già parlato dei test di efficacia in un articolo… e invece no! Lo farò sicuramente in futuro!

3. Ingredienti “specchietto per le allodole”

Nel nostro caso, “Con acido ialuronico ed estratto di orchidea nera”.
Ovviamente non sono obbligatori, ma sono quasi sempre presenti per ragioni di marketing: sono evidenziati in etichetta solo gli ingredienti in grado di suscitare una reazione nel consumatore.
L’acido ialuronico, ad esempio, grazie ad anni di pubblicità su tutti i mass media è riconosciuto immediatamente dal consumatore come ingrediente attivo: un cosmetico che lo contiene è percepito come efficace e quindi desiderabile.
L’estratto di orchidea nera, che potrebbe avere oppure no un effetto a seconda della sua concentrazione, fa parte dei cosiddetti ingredienti emozionali: il consumatore non ha la più pallida idea di cosa faccia, ma le parole “orchidea nera” suggeriscono immediatamente un’idea di ricercatezza, eleganza e bellezza che rendono il cosmetico desiderabile.

4. Paese di origine

Nel nostro caso “Made in Italy”.
Il Paese di origine è un’indicazione obbligatoria solo per i prodotti che provengono da Stati che non appartengono all’Unione Europea.
Il Paese di origine viene indicato anche se questo appartiene all’Unione Europea se può essere utile ai fini del marketing. “Made in Switzerland” ad esempio rimanda alla proverbiale precisione e accuratezza elvetica: una crema “Made in Switzerland” viene percepita dal consumatore come più efficace. “Made in France”, invece, suggerisce un’idea di lusso: questa denominazione viene indicata spesso su profumi e prodotti di make up di grandi marchi. Potrei continuare con altri Stati, ma… tagliamola qui, hai capito il senso!
La dicitura “Made in Italy”, che è decisamente interessante ai fini del marketing quando si parla di abbigliamento o di cibo, non è molto usata nei cosmetici. In realtà più del 50% della produzione mondiale di cosmetici è italiana e gli standard di qualità delle industrie italiane sono fra i più elevati al mondo. #ProudItalian

5. Indicazioni e precauzioni d’uso

Nel nostro caso: “Applicare una piccola quantità…”
Le indicazioni d’uso sono fondamentali: la fantasia dei cervelloni del marketing ha spinto le aziende a confezionare creme viso in contenitori che sembrano siringhe, contorno occhi in contagocce come quelli del collirio, bagnoschiuma in flaconi a forma di dinosauro… non si capisce più un accidente!
Nel caso di una crema viso come la nostra, le indicazioni saranno molto semplici.
Nel caso di una crema depilatoria per zone intime, le indicazioni dovranno essere molto, molto MA MOLTO dettagliate. Per questo motivo è possibile fornire le indicazioni in un foglietto illustrativo a parte, ma in etichetta deve comunque essere presente un rimando a questo foglietto illustrativo, per esteso oppure usando un simbolo.

6. Elenco completo degli ingredienti

Nel nostro caso: INGREDIENTS: …
L’elenco degli ingredienti, croce e delizia degli appassionati di cosmesi!
Si possono scrivere interi libri su questo argomento… letteralmente!
La lingua utilizzata per gli ingredienti si chiama INCI, è attentamente codificata, un misto di inglese, latino e francese… per fare contenti tutti, non lo capisce nessuno!!! Su internet inserendo il nome INCI di un ingrediente potete sempre trovare il nome chimico corrispondente.
Comunque, in etichetta devono essere riportati usando il loro nome INCI tutti gli ingredienti del cosmetico:
• in ordine di quantità, dal più abbondante al meno abbondante, se contenuti per più dell’1%
• in ordine sparso, se contenuti per meno dell’1%
Ovviamente, i produttori di cosmetici non sono scemi: da quando i consumatori hanno imparato a leggere un po’ le etichette, dove possono decidere l’ordine mettono prima gli ingredienti attivi e poi tutti gli altri! Questo è uno dei motivi che mi portano ad essere molto molto scettico nei confronti di chi pretende di saper giudicare un cosmetico senza averlo nemmeno mai provato… ma ritorneremo anche su questo!

7. Numero di lotto

Il numero di lotto serve per garantire la tracciabilità del prodotto.
Per ogni lotto di produzione, l’azienda produce una documentazione completa che riporta quando il prodotto è stato preparato, quali materie prime sono state usate, quali operatori hanno seguito il processo produttivo, come sono andate le analisi svolte di laboratori di controllo qualità sul prodotto ecc.
Se hai un problema con un cosmetico (se, ad esempio, una crema si è separata in due fasi ed inizia ad avere un cattivo odore), è il caso di segnalarlo al produttore. Quello ti chiederà sicuramente il numero di lotto per controllare se altre persone abbiano riscontrato lo stesso problema.

8. Contenuto nominale

Nel nostro caso: 50 ml e
La quantità di cosmetico contenuto sulla confezione deve essere riportata in volume (millilitri, ml) o in peso (grammi, g). La “e” che spesso segue il contenuto nominale indica che il prodotto è il risultato di una linea di riempimento automatica e che quindi il contenuto reale potrebbe variare leggermente.
Sul contenuto della confezione non si scherza! Esistono tabelle che riportano l’altezza minima in millimetri che la scritta deve avere per essere giudicata leggibile. La Camera di Commercio controlla con procedure molto rigorose che il contenuto riportato in etichetta corrisponda al vero. Ho assistito personalmente ad uno di questi controlli: i tecnici per pesare 20 vasetti di crema hanno impiegato quasi quattro ore!
Come ho già detto in questo articolo, il costo di un prodotto finito pronto per la vendita (il vasetto di crema nella sua bella scatola, appoggiato sul suo bell’espositore) è influenzato in minima parte dal costo del cosmetico (la crema in sé). È abbastanza frequente che le industrie cosmetiche, pur di non incorrere in sanzioni, abbondino un po’ sul riempimento… sto parlando di milligrammi eh, nessuno ti regala niente a questo mondo!

9. Scadenza/durata dopo l’apertura

Nel nostro caso: PAO 6M
Nel caso in cui un cosmetico ancora sigillato abbia stabilità inferiore ai 30 mesi, è necessario riportare la data di scadenza. Questo può essere fatto con la dicitura esplicita “Usare preferibilmente entro…” oppure con il simbolo di una clessidra seguito da una data. Avete mai visto un cosmetico con la data di scadenza?
Io no… e in vita mia ne ho visti tanti!
Nella maggior parte dei casi, il cosmetico ha stabilità superiore ai 30 mesi e quindi è sufficiente indicare per quanto tempo può essere usato dopo l’apertura. In questo caso, si può usare l’acronimo PAO (period after opening) seguito dal numero dei mesi oppure il simbolo di un vasetto aperto con all’interno o accanto il numero dei mesi.
Il numero di mesi indicato non è casuale e non è vero che il produttore vuole farti buttare il prodotto per comprarne dell’altro… giuro! I cosmetici aperti da molto tempo possono dare problemi seri: nel migliore dei casi non sono più efficaci, nel peggiore diventano il terreno di coltura per batteri e muffe. Quindi: cosa farai con i prodotti solari dell’anno scorso?

10. Indicazioni sullo smaltimento del contenitore

Nel nostro caso: non disperdere nell’ambiente.
Il produttore è tenuto ad indicare come smaltire l’imballaggio del cosmetico. Nel caso in cui sia possibile, il produttore deve riportare sulle varie parti il materiale di cui sono composte (vetro, alluminio, PET, carta ecc.). Nel caso in cui sia impossibile è obbligatorio indicare almeno il simbolo: non disperdere nell’ambiente.

11. Nome o ragione sociale della persona responsabile

Nel nostro caso: SUGAREAL Srl – Via Le Dita dal Naso 7, Brescia (Bs).
Questa dicitura è la risposta alla domanda: a chi devo suonare il campanello se dopo aver messo la crema la faccia mi è diventata gonfia come un pallone da calcio?
Scherzi a parte, il motivo per cui è presente è esattamente questo: in caso di reazioni avverse pesanti ad un cosmetico, il responsabile della sua immissione in commercio deve essere immediatamente reperibile per fornire i dati sulla composizione e sulla sicurezza del prodotto cosmetico.

Bene, direi che con questo ho finito! Ah, non ti basta? Volevi diventare anche tu come le super beauty blogger, che danno un’occhiata all’etichetta di una crema e ti sanno dire anche il cognome da ragazza della madre del formulatore?

Beh allora preparati e non perderti le prossime puntate della rubrica beauty di Sugareal!

Luca

Cosmetic guru

After years on the books and a bit of luck, I succeeded in turning my passion into a job: in fact I am working for a company which produces natural raw materials for cosmetics. "Beauty will save the world", Dostoevskij wrote; and this is what I aspire to do everyday: making the world a better place, beginning with your skin.

Real Fashion, No Sugar

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