Anything you need to know about sunscreens

In commercio esistono centinaia di cosmetici solari, apparentemente molto simili, sostanzialmente molto diversi. Se sei perso in questa giungla e scegliere ti sembra impossibile, sei nel posto giusto!

On the market, there are hundreds of sunscreens, apparently similar but actually very different one from another. If you’re lost in this jungle and you think it’s impossible to choose, you’re in the right place!

Il prodotto ideale da usare in spiaggia è un latte solare resistente all’acqua con SPF30.

Bene, ora che lo sai puoi passare alla rubrica food per cercare qualche idea per l’aperitivo.

Ah, ti interessava anche capire perchè…  in questo caso, prosegui con la lettura!

1. Non farti ingannare dai numeri

Il livello di protezione che un solare offre è espresso dall’SPF ovvero Sun Protection Factor, fattore di protezione solare. Questo numero esprime il grado di protezione offerta dai raggi UVB, quella componente della luce solare che causa la scottatura.

L’SPF, ideato per essere consumer friendly, rischia al contrario di indurre in errore: vediamo perchè!

DISCLAIMER: di seguito in questo paragrafo sono riportati dei calcoli. Se sei allergico o intollerante all’algebra, passa pure al secondo paragrafo.

L’SPF è per definizione l’inverso della frazione di raggi UVB non assorbiti dalla protezione solare:

UVB che raggiungono la pelle = dose UVB applicata / SPF.

Troppo complesso? Ok, proviamo a trasformarlo in percentuale…

La percentuale di raggi UVB che raggiunge la pelle è 1/SPF x 100 e cioè in pratica:

The ideal product to use on the beach is a water resistant sun milk with SPF 30.

Well, now that you know it you can pass to our food section to look for some ideas for your happy hour.

Oh, you’re interested in understanding why… in this case, continue reading!

1.Don’t be fooled by numbers

The degree of protection that sunscreens offer is expressed by the SPF, i.e. Sun Protection Factor. This number speaks the protection offered from UVB rays, the component of sunlight that causes sunburn.

The SPF, meant to be consumer friendly, risks on the contrary to mislead you: let’s see why!

DISCLAIMER: further in this paragraph there are some calculi. If you are allergic or intolerant to algebra, you can go to the second paragraph.

SPF is for definition the invers of the fraction of UVB not absorbed by sunscreen:

UVB that reach the skin = applied UVB dose / SPF

Too difficult? Ok, let’s try to transform it in percentage…

The percentage of UVB rays that reaches the skin is 1/SPF x 100 that is:

Anche se i numeri sono molto diversi, la differenza di efficacia fra SPF30 e SPF50 non è grande! I solari SPF50 presentano però una serie di svantaggi… oltre ad essere molto più cari!

 

2. “Mai abbondare”? Non per i solari!

Tutti i test per determinare l’SPF sono fatti applicando 2 mg/cm2 di protezione solare. Per replicare la stessa concentrazione su tutto il corpo è necessario applicare 30 grammi di prodotto! Nell’uso comune invece applichiamo circa un quarto di questa quantità. Per questo motivo l’SPF indicato in etichetta non corrisponde alla protezione fornita “nella vita reale”.

In spiaggia i prodotti a bassa protezione sono inefficaci anche sulla pelle abbronzata!

Evita in ogni caso di usare un prodotto con SPF6. Meglio scegliere una protezione media per la pelle scura e una protezione alta per la pelle chiara.

3. Non solo molto… ma anche molto spesso!

I test per determinare l’SPF sono fatti esattamente 15 minuti dopo l’applicazione del prodotto.

Con il passare del tempo, l’efficacia diminuisce a causa dell’ossidazione dei filtri solari. Anche per questo il valore dell’SPF non è del tutto affidabile! Due solari che in laboratorio danno performance identiche, potrebbero comportarsi in realtà in modo molto diverso a causa della diversa stabilità. Per sicurezza, la protezione solare deve essere riapplicata ogni due ore. Per lo stesso motivo, applicare la protezione con largo anticipo “così si assorbe bene” non è un’idea geniale.

Although numbers are very different, the difference in efficacy between SPF30 and SPF50 isn’t that big!

However, SPF50 sunscreens have some flaws… besides being far more expensive!

 2. “Less is more”? Not for sunscreens!

All tests carried out to determine SPF are done applying 2 mg/cm2 of sunscreen. To reply the same concentration on all your body you have to apply 30 grams of product! Commonly people apply a quarter of this quantity. For this reason, the SPF on the label does not tell the protection guaranteed “in real life”.

On the beach, low protection products are ineffective also on tanned skin!

Avoid using SPF 6 products. You’d better choose a medium protection for dark skin and a high protection for pale skin.

3. Not only more… but also more often!

Test to determine the SPF are carried out exactly 15 minutes after the application of the product.

As time passes, the efficacy decreases because of the oxidation of sunscreens. This is another reason why you can’t fully trust SPF! Two sun products that in laboratory have identical performances could behave very differently in real life because of the different stability. For safety, the sun protection must be applied every two hours. For the same reason, applying the protection in advance “so that it absorbs well” isn’t a great idea.

4. Più adesivo = più protettivo

La protezione solare fa effetto se sta sulla tua pelle. Chiaro no?

Ma nell’istante in cui finisci di spalmare la crema… quella inizia ad andarsene.

Parte viene trascinata via dal sudore, parte resta appiccicata al salviettone.

Per non parlare di quello che succede se fai una doccia per rinfrescarti… tragedia!

Dopo ogni bagno, riapplica la protezione.

Il solare ideale deve essere adesivo… ma adesivo non vuol dire appiccicoso!

Vuol dire solo che se ne sta sulla tua pelle anziché scappare via alla prima buona occasione.

Quando devi acquistare un prodotto, fai attenzione che in etichetta sia riportata la dicitura “resistente all’acqua”: non tutto il prodotto resterà sulla tua pelle, ma almeno la metà della protezione è garantita anche dopo il bagno. Tieni presente che i prodotti con protezione 50 e 50+ sono generalmente poco adesivi, si staccano facilmente dalla pelle. Anche per questo è meglio scegliere un prodotto SPF30.

5. Più spalmoso = più protettoso

Nei test di determinazione dell’SPF i prodotti solari sono stesi in uno strato perfettamente uniforme. Quando applichi il prodotto in spiaggia, devi cercare di fare la stessa cosa. Le protezioni solari in crema, specialmente le 50+ ricche di filtri solari fisici, sono generalmente molto viscose, non si riesce a spalmarle bene. Meglio un latte solare: essendo più fluido riuscirai a stenderlo bene.

Una valida alternativa al latte solare è lo spray: se è colorato puoi vedere perfettamente dove lo hai spruzzato… ma attenzione a non metterne troppo poco!

6. Attenzione ai raggi UVA!

I test per la determinazione dell’SPF sono fatti usando i raggi UVB, quella componente della luce solare che causa la scottatura. Ma la luce solare è composta da molte altre radiazioni! In particolare contiene oltre ai raggi UVB anche raggi infrarossi, luce visibile e raggi UVA.

I raggi infrarossi sono quella componente della luce che “trasporta il calore”: gli infrarossi sono totalmente innocui per la pelle.

La luce visibile è… quella che vedi! Più correttamente è la parte dello spettro elettromagnetico che riesce a stimolare appositi recettori presenti nei nostri occhi. Anche la luce visibile è totalmente innocua per la pelle.

I raggi UVC sono radiazioni ad altissima energia. Sono pericolosissimi per gli esseri viventi ma, fortunatamente per noi, vengono trattenuti totalmente dallo strato di ozono e non raggiungono la superficie terrestre.

I raggi UVB sono radiazioni ad alta energia, ma si fermano negli strati superficiali della pelle: per questo causano “semplicemente” l’eritema solare. Fastidioso? Sì. La fine del mondo? No.

I raggi UVA sono “i meno energetici” fra i raggi UV, ma raggiungono gli strati più profondi della pelle e per questo sono responsabili di danni gravi alle cellule del derma che portano alla formazione dei melanomi (tumori della pelle).

Quando acquisti un solare, fai attenzione che in etichetta sia riportato il simbolo UVA: è la garanzia che il prodotto che hai davanti contiene anche dei filtri UVA che possono difenderti dai danni a lungo termine del sole, oltre che dalle scottature.

4. More adhesive = more protective

Sun protection works if it stays on your skin. Obvious, isn’t it?

But in the exact moment you finish applying your sunscreen… it begins to go away.

Part is dragged by sweat, part stays attached to the towel.

Not to mention what happens if you take a shower to refresh… tragedy!

After every bathe, reapply the sun protection.

The ideal sunscreen must be adhesive… but adhesive doesn’t mean sticky!

It just means it stays on your skin instead of running away at the first chance.

When you buy a product, pay attention that on the label there’s the writing “water resistant”: not all the product is going to stay on your skin, but at least half of the protection is guaranteed after the bathe. Keep in mind that SPF 50 and 50+ products are generally not that much adhesive, they fall off the skin easily. Also for this reason, you’d better choose a SPF 30 product.

5. The more it spreads, the better… just like love <3

In tests to determine the SPF, sunscreens are spread in a perfectly uniform layer. When you apply your product on the beach, you have to try to do the same thing. Sun creams, especially the SPF 50+ rich in physical filters, are generally very viscous, you can’t spread them well. A sun milk is better: being more fluid, you manage in spreading it well.

A valid alternative to solar milks are sprays: if they are coloured, you can perfectly see where you put it… but remember to be generous!

6. Protection from UVA rays

Tests to determine SPD are carried out using UVB rays, that component of solar light causing sunburn. But solar light is composed by many other radiations! Besides UVB rays, it contains also infrared rays, visible light, UVA and UVC rays.

Infrared rays are the component of light that “transports heat”: they are totally harmless to your skin.

Visible light is… the one you see! More correctly, it is the part of the electromagnetic spectrum that can interact with special receptors that are in our eyes. Visible light is totally harmless to your skin.

UVC rays are very high energy radiations. They are very dangerous for all living beings but, luckily for us, they are totally filtered by the ozone layer and don’t reach the Earth’s surface.

UVB rays are high energy radiations, but they stop in the superficial layers of the skin: this is the reason why they “just” cause sunburn. Tedious? Yes. The end of the world? No.

UVA rays are “the less energetic” between UV rays but they reach the profound layers of skin and for that reason they are responsible for severe damage to the cells of derma that lead to the formation of melanomas (skin cancers).

When you buy a sunscreen, on the label there must be the UVA symbol: it’s the guarantee that the product contains UVA filters that can defend you against long-term damage caused by sun as well as from sunburn.

Con questo abbiamo concluso. Ora puoi dire di sapere tutto – o quasi! – sulle protezioni solari. Spero ti possa essere utile nella scelta del prodotto giusto… al limite, puoi usare quello che hai scoperto per tirartela con gli amici in spiaggia!

And with this, we have finished. Now you can say you know anything – or almost anything! – about sunscreens. I hope this can be useful when you have to choose the right product… at least, you can use what you have learnt to show off for your friends on the beach!

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Luca

Cosmetic guru

After years on the books and a bit of luck, I succeeded in turning my passion into a job: in fact I am working for a company which produces natural raw materials for cosmetics. "Beauty will save the world", Dostoevskij wrote; and this is what I aspire to do everyday: making the world a better place, beginning with your skin.

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