PITHY : Jewels made with love

Essere giovani ed ambiziosi non è difficile: l’entusiasmo e la curiosità ci tengono attivi, mentre gli occhi sanno solo guardare avanti.
Se alla coppia sommiamo una dose massiccia di creatività il quadro si fa complesso: la realtà diventa un’inesauribile sorgente di stimoli, l’animo è irrequieto e lo sguardo guarda fisso in alto.
Come si restituisce armonia al disegno? 
Con attenzione, semplicità e calma. 
L’animo attento sa osservare la realtà e trasformarla in arte, ma perché diventi concreta c’è bisogno di semplificazione. La calma è la condizione necessaria per restituire bellezza all’oggetto. 
Oggi mi sento leggera, sopra le righe, quasi euforica…che sia l’effetto dei gioielli Pithy Lab ?
Può darsi.

Le cose migliori accadono sempre quando meno te lo aspetti : questa è stata la prima cosa che ho pensato, quando ho letto la recensione entusiasta dei Mercatini di Castello Quistini, scritta dalla nostra fotografa di punta phranci.

 

Doveva essere un semplice reportage, ma si è rivelato qualcosa di più: ad emozionarla non solo le originali creazioni handmade in mostra, ma anche i racconti dei giovani artisti-artigiani, che avevano dato vita a ciascun oggetto. Nella miriade di colori ed idee, c’è un vivace stand di gioielli in legno, per il quale è amore a prima vista: Pithy Lab.
Questo il mix che ha spinto phranci e me a metterci in viaggio, per conoscere meglio la giovane artista dietro al gioiello: Rita.

 

Quando le chiedo come descriverebbe il suo marchio in 3 aggettivi sorride e risponde con sicurezza:
“Solare, per l’uso dei colori; armonioso per le forme e giovane per l’utilizzo del taglio laser, una tecnica che ritengo abbastanza attuale per i gioielli.”
Tre aggettivi che ritrovo senza difficoltà nel suo lavoro e di cui si veste anche nel suo atelier, dove non possiamo fare a meno di percepire un forte senso di serenità.

 

Con un background da graphic designer alle spalle, la passione di Rita per l’handmade nasce quasi per caso:
“Dopo la laurea mi sono fatta un regalo e sono partita per Edimburgo: avevo in programma di trattenermi un paio di mesi, dopodiché mio fratello mi avrebbe raggiunto e saremmo tornati insieme. Quando è arrivato, mi ha regalato un paio di orecchini tagliati a laser, comprati in un negozio locale.
Appena li ho visti me ne sono innamorata all’istante: la tecnica di realizzazione ed il design mi hanno colpito piú del gioiello in sé.”  
Una tecnica innovativa per un materiale classico:
“La scelta del legno è stata quasi obbligata, ma dopotutto volevo un materiale su cui poter dipingere, perché è una cosa che amo fare e che mi rilassa.” 
I suoi gioielli presentano una forte componente geometrica, una semplificazione delle forme osservabili in natura: ad ispirarla è la realtà di tutti i giorni, sia nella sua componente animata che non.

 

Si respira geometria anche nella grafica scelta per il logo, ma sento che c’è qualcosa che va al di là delle forme, quello che vedo non è solo un semplice incrocio di linee, ma un’emozione…
“Cercavo qualcosa che si abbracciasse…doveva trasmettere serenità.”
Ahhh c’est l’amour : non lo dice esplicitamente, ma i suoi occhi parlano per lei…e anche il nome del marchio a quanto pare…
“Parte tutto da un nomignolo che aveva iniziato a darmi Nicola [il suo attuale ragazzo]; ci ho lavorato un po’, l’ho modificato e poi ho scoperto che aveva un senso anche in inglese. Così eccoci qui.”
Pithy significa “sintetico” per gli anglosassoni: direi che ancora una volta è riuscita a trovare una corrispondenza tra il suo modo di fare, la sua creatività e i suoi gioielli.
E vi assicuro che non è facile.
Quando arriva il momento di analizzare gli accessori, sono ancora più curiosa di sentire le storie, gli aneddoti che hanno ispirato la nascita di ciascuna collezione:

 

La collezione più rappresentativa del marchio è senza ombra di dubbio Nigritt: di chiara ispirazione floreale, la collezione si articola in orecchini e collane a pendente, realizzati grazie ad una combinazione di legno e plexiglas, dipinti a mano e dotati di un interessante packaging…
“Sono molto legata a questa collezione, perché questa è stata la prima forma che sono riuscita realizzare in modo compiuto. 
Mi sono ispirata alla Nigritella, un fiore selvatico che ho trovato per caso in un libro. Ho chiesto a Nicola di creare lo schizzo che avrei poi riportato a computer. Dopo mille tentativi sul materiale, che ancora non conoscevo bene, sono riuscita a realizzarlo, inserto in plexiglas incluso.” 
Una forma sinuosa che nella sua prima versione, Rita ha dipinto di giallo: solare, armonioso e giovane #LoveIt.
Il colore valorizza non solo il gioiello finale, ma anche la matrice: la cura per i dettagli si estende infatti anche al packaging, caratteristica che ritrovo anche nelle altre collezioni.
Nigritt è disponibile nei colori: bordeaux, verde, giallo e grigio…e per #TEB anche in versione acqua-marina!
(Sono i miei preferiti in caso non l’aveste capito!)

 

Per gli amanti dei colori passiamo ironicamente a Thea: leggerezza, semplicità ma anche regalità.
Nella collezione un bracciale sportivo da uomo, un coppia di orecchini a pendente e il pezzo forte che ha commosso la nostra Phranci,  a statement necklace!

 

“Questa collezione s’ispira al mondo delle farfalle: ho scelto la Galatea, una farfalla bianca e nera. 
Abbiamo deciso di prendere solo la parte finale del nome, dopodiché mi sono messa a fare delle ricerche sulla parola Thea, per scoprire eventuali significati alternativi. Quando ho letto che era stato anche il nome di una regina, Cleopatra VII, ho capito che era davvero perfetto.”
Come darle torto?
Ad un workshop di serigrafia si deve invece la nascita della linea Planktòs, fatta di orecchini al lobo in varie misure, pendenti ed anelli:
“Volevo imparare a serigrafare il legno, perciò per prima cosa,  Nicola ed io abbiamo elaborato il motivo decorativo. Il passo successivo è stato quello di adattare la grafica ad un gioiello. 
Non è stato difficile dargli un nome: guardando meglio il prodotto finito ho capito che non poteva che ricordare il plankton!”

 

Ogni gioiello una storia, ogni nome una scoperta: la peculiarità di questi gioielli forse sta proprio nella semplicità con cui riescono a comunicare a chi l’indossa l’emozione da cui sono stati realizzati.
Rita ha davvero tutto ciò che serve : buon gusto, creatività e passione.
Pithy Lab mi ha stupito, emozionato, mi ha fatto capire che la bellezza sta davvero nelle piccole cose, nella semplicità…è proprio vero che l’amore fa fare cose meravigliose!
Tutti i gioielli Pithy Lab sono acquistabili presso i siti di e-commerce DaWanda e  A Little Market.
Potete anche richiedere delle versioni personalizzate dei gioielli contattando Rita sul sito ufficiale.
Se come me siete rimasti colpiti dall’originalità e dalla creatività di questo nuovo marchio, allora non perdetevi gli aggiornamenti sulle nuove collezioni: Pithy Lab è su Facebook e Instagram!
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Photographer: phranci
Model (kind of): Stella
Jewels: Pithy Lab
Guest star: Rita (Pithy Lab)

 

Stella

Editor-in-Chief

Well, I guess that everything starts with me and my love for writing and fashion. Creating this project has not been easy, but I am really proud of my little creature; watching how it is developing is quite entertaining and I believe I am not going to stop any sooner.

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